Sestu, i carabinieri sequestrano 30 tonnellate di pellet non commerciabile

I militari hanno sequestrato 2016 sacchi da 15 kg l’uno per un totale di 30 tonnellate di prodotto, per l’ipotesi di frode in commercio.


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Nel settore del riscaldamento sempre più persone propendono per l’utilizzo della legna o suoi prodotti derivati in sostituzione dei combustibili fossili. Tra quanti ricorrono alla legna, molti optano per il pellet, un prodotto derivante dagli scarti della segatura e della lavorazione del legno che una volta assemblati vengono pressati fino ad ottenere un combustibile compatto ad alta resa. L’interesse per questo prodotto è tale che l’Italia risulta essere il primo mercato europeo con oltre 3 milioni di tonnellate all’anno commerciate.

Tuttavia, la fragilità del pellet lo rende particolarmente esposto a possibili danneggiamenti nel corso del trasporto e della movimentazione. Per questo motivo nel corso degli anni si è avvertita la necessità di adottare un sistema di gestione della qualità nella filiera di approvvigionamento, dalla selezione del materiale alla consegna all’utente finale.

Proprio in questo contesto, i carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Cagliari hanno effettuato indagini su alcuni esercizi commerciali riscontrando in uno di questi, avente sede a Sestu, delle possibili irregolarità. Nello specifico, sulla base degli accertamenti finora svolti, il pellet esibito alla vendita presentava una certificazione ENPLUS che risulta scaduta e di conseguenza non avrebbe potuto essere venduto.

I militari hanno sequestrato 2016 sacchi da 15 kg l’uno per un totale di 30 tonnellate di prodotto, per l’ipotesi di frode in commercio. Infatti, il materiale ceduto avrebbe dovuto essere distribuito e commerciato entro una determinata data mentre dai controlli effettuati è risultato che la distribuzione sarebbe avvenuta successivamente.


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