“Sardi accoglienti, ma col decreto sicurezza di Salvini troppi problemi per i migranti”

Ahmed Naciri, presidente della Rete sarda della cooperazione internazionale, lancia l’allarme: “Nell’Isola c’è una bellissima integrazione, non come in Lombardia e Veneto. Il decreto sicurezza va cambiato, è diventato difficile ottenere permessi di soggiorno. Chi lavora e si può mantenere deve poter vivere in questa terra”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

La Sardegna? Terra di persone accoglienti, pronte a dare una mano d’aiuto a chi arriva da lontano alla ricerca di un futuro migliore. Sono migliaia gli stranieri che abitano nell’Isola e, stando a quanto spiega Ahmed Naciri, presidente della Rete sarda della cooperazione internazionale, “nell’Isola c’è una bellissima integrazione. L’invito fatto dalla Caritas per scambiarci gli auguri di Natale rappresenta un buon momento di accoglienza. Non devono esserci ‘muri’ che ci portano, spesso, a non fidarci del prossimo”. Impegnato da anni nel settore della cooperazione internazionale, Naciri è molto conosciuto e stimato a Cagliari. E, quei “muri” ai quasi si riferisce, confessa di averli trovati “nel nord Italia, in Lombardia e in Veneto”. Nulla a che vedere, in paragone, con la Sardegna: “Qui c’è solo qualche focolaio ma si sta bene”. Ahmed Naciri segue molti giovani stranieri nel loro percorso di integrazione. Da qualche tempo, però, le nuove regole del Governo in tema di immigrazione starebbero creando non pochi problemi.

“Il nuovo decreto sicurezza” di Salvini finisce subito nel mirino: “Tantissime persone non hanno più la possibilità di rinnovo del permesso di soggiorno, la situazione è critica. La prima cosa che fanno è lasciare la Sardegna per andare in Europa”. Per Naciri è più difficile, per i migranti, essere riconosciuti cittadini regolari: “Se non hai requisiti particolari entri nella clandestinità in automatico. Va modificato, bisogna dare la possibilità alle persone che lavorano e che possono mantenersi di vivere in terra sarda”.


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