Sardegna, caos in Consiglio regionale sullo staff d’oro di Solinas: botte, urla, spintoni e minacce (VIDEO)

È finita a botte, urla, spintoni e minacce la seduta del consiglio regionale della Sardegna in cui si discuteva il disegno di legge 107 per potenziare gli staff di governatore e assessori. Guardate il VIDEO

Sardegna, caos in Consiglio regionale sullo staff d’oro: botte, urla, spintoni e minacce. È finita a botte, urla, spintoni e minacce la seduta del consiglio regionale della Sardegna in cui si discuteva il disegno di legge 107 per potenziare gli staff di governatore e assessori. Come riferisce l’agenzia Lapresse, altissima sin dal primo momento la tensione in aula, dove era presente anche il presidente della regione, Christian Solinas, mentre nella tribuna riservata al pubblico sedeva il coordinatore della Lega, Eugenio Zoffili, arrivato a Cagliari per provare a calmare gli animi all’interno della maggioranza. “Uno di fronte all’altro, dopo un’intera giornata passata a confrontarsi e cercare di ritrovare la serenità da tempo perduta fra i due principali alleati di coalizione, Lega e Partito sardo d’azione. Ad incendiare la miccia, in una seduta comunque ad alto tasso di polemica, la decisione del presidente del consiglio Michele Pais, leghista, di proseguire oltre le 21, orario concordato per la chiusura della seduta, con la lettura e i pareri su una serie di emendamenti. Per circa 20 minuti, durante la lettura, i consiglieri dell’opposizione di centrosinistra – che contestano la legge, considerandola una inutile e costosa moltiplicazione delle poltrone a danno delle casse pubbliche, oltre 6 milioni di euro all’anno – hanno lasciato i loro banchi, avvicinandosi alle postazioni della giunta, urlando “vergogna, vergognatevi”, battendo le mani, cercando in ogni modo di ostacolare la lettura e interrompere la seduta. I consiglieri di centrodestra hanno proseguito imperterriti. La situazione è degenerata quando, chiusa la seduta e aggiornata a domani, i consiglieri si sono ritrovati nelle scalinate: spintoni e inviti ad “andare fuori per chiarire”, un consigliere quasi rotolato per le scale, un altro che ha perso gli occhiali, mentre ognuno cercava di ricostruire la sua versione dei fatti. Sono intervenuti i commessi del palazzo che, alla fine, sono riusciti a disperderli e riportare la calma. Tutti a casa e appuntamento a domani, quando sarà inevitabile riparlare di quanto accaduto”, scrive Sara Panarelli su Lapresse, la cronaca di una serata davvero da dimenticare in Consiglio regionale.


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