“Sono molto preoccupato per la situazione della sanità nel Medio Campidano e per il disinteresse
della politica regionale nel nostro territorio”.
Così il consigliere regionale Alberto Urpi, che esprime forte preoccupazione per il cambio improvviso del vertice della ASL, con la mancata conferma del commissario Ibba in una fase
delicatissima. “Una scelta arrivata all’improvviso, mentre i problemi veri restano tutti lì, irrisolti. Al di là degli spot, la sanità nel Medio Campidano è sotto pressione come non mai e i problemi sono diversi.
La situazione del pronto soccorso è ormai al limite, chiamato a svolgere il lavoro di strutture del Sud Sardegna oggi chiuse, con personale stremato e cittadini costretti ad attese lunghissime.
Durante le festività, poi, intere zone sono rimaste senza guardia medica, e questo dice molto su quanto il sistema sia fragile.
A tutto ciò si aggiunga la totale indisponibilità di posti convenzionati in RSA, mentre in altre province c’è ne sono non utilizzati”.
Ma c’è una questione che, secondo Urpi, viene volutamente tenuta in secondo piano: il nuovo
ospedale. “I lavori sono quasi fermi, mancano le risorse e c’è un contenzioso aperto tra la ditta e la ASL, una
contrapposizione tra Asl e comune di San Gavino per la realizzazione della rotonda di accesso.
La Regione sa bene che servono molti più fondi per arrivare a conclusione, ma nella finanziaria quelle risorse non ci sono tutte”.
A preoccupare è anche la scelta di spostare tre milioni di euro, inizialmente destinati al nuovo
poliambulatorio di Sanluri, verso il cantiere del nuovo ospedale.
Una decisione che lascia scoperta la Marmilla e non risolve il problema di fondo, perché al nuovo ospedale non bastano certo tre milioni: ne servono almeno venti. Perché si continua a togliere da
una parte invece di investire davvero?”.
“Ho l’impressione – conclude Urpi – che questa maggioranza guardi più ad altri territori che al
Medio Campidano, trattato ancora una volta come una periferia sanitaria.
Qui non servono annunci né operazioni di facciata per prendere qualche like (pochi pure tra l’altro): qui servono risposte, risorse e rispetto.
Il cambiamento vero arriverà quando chi governa capirà che la sanità non si governa con la propaganda, ma con scelte serie e coraggiose”
della politica regionale nel nostro territorio”.
Così il consigliere regionale Alberto Urpi, che esprime forte preoccupazione per il cambio improvviso del vertice della ASL, con la mancata conferma del commissario Ibba in una fase
delicatissima. “Una scelta arrivata all’improvviso, mentre i problemi veri restano tutti lì, irrisolti. Al di là degli spot, la sanità nel Medio Campidano è sotto pressione come non mai e i problemi sono diversi.
La situazione del pronto soccorso è ormai al limite, chiamato a svolgere il lavoro di strutture del Sud Sardegna oggi chiuse, con personale stremato e cittadini costretti ad attese lunghissime.
Durante le festività, poi, intere zone sono rimaste senza guardia medica, e questo dice molto su quanto il sistema sia fragile.
A tutto ciò si aggiunga la totale indisponibilità di posti convenzionati in RSA, mentre in altre province c’è ne sono non utilizzati”.
Ma c’è una questione che, secondo Urpi, viene volutamente tenuta in secondo piano: il nuovo
ospedale. “I lavori sono quasi fermi, mancano le risorse e c’è un contenzioso aperto tra la ditta e la ASL, una
contrapposizione tra Asl e comune di San Gavino per la realizzazione della rotonda di accesso.
La Regione sa bene che servono molti più fondi per arrivare a conclusione, ma nella finanziaria quelle risorse non ci sono tutte”.
A preoccupare è anche la scelta di spostare tre milioni di euro, inizialmente destinati al nuovo
poliambulatorio di Sanluri, verso il cantiere del nuovo ospedale.
Una decisione che lascia scoperta la Marmilla e non risolve il problema di fondo, perché al nuovo ospedale non bastano certo tre milioni: ne servono almeno venti. Perché si continua a togliere da
una parte invece di investire davvero?”.
“Ho l’impressione – conclude Urpi – che questa maggioranza guardi più ad altri territori che al
Medio Campidano, trattato ancora una volta come una periferia sanitaria.
Qui non servono annunci né operazioni di facciata per prendere qualche like (pochi pure tra l’altro): qui servono risposte, risorse e rispetto.
Il cambiamento vero arriverà quando chi governa capirà che la sanità non si governa con la propaganda, ma con scelte serie e coraggiose”













