Sanità, Sardegna ultima in Italia: “La Giunta Pigliaru è l’accabadora”

Fdi: “Liste d’attesa lunghe; reparti d’eccellenza chiusi o abbandonati a loro stessi; nessuna considerazione per le esigenze dei pazienti come del personale medico e infermieristico; la gestione degli ultimi anni della Sanità sarda è stata catastrofica”. Forza Italia e Riformatori invocano le dimissioni di Arru.

“La Sardegna ultima Regione in Italia per i servizi sanitari. La Giunta Pigliaru è l’accabadora della Sanità isolana”. I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Truzzu e Lampis, commentano così i dati del Consorzio per la Ricerca economica applicata in Sanità, che assegnano alla Sardegna la maglia nera nella Penisola.

“Un fallimento conclamato e da noi più volte denunciato”, afferma Paolo Truzzu. “Il presidente Pigliaru, il suo assessore al Bilancio, Paci, con le sue scelte poco strategiche, quello alla Sanità, Arru, con la sua riforma sanitaria, tutto il centrosinistra in Consiglio regionale sono i responsabili di questo sfacelo”.

“Liste d’attesa lunghe; reparti d’eccellenza chiusi o abbandonati a loro stessi; nessuna considerazione per le esigenze dei pazienti come del personale medico e infermieristico; la gestione degli ultimi anni della Sanità sarda è stata catastrofica”, aggiunge Gianni Lampis.

“Visti questi dati, chiederemmo le dimissioni dell’assessore Arru, se potessero servire a qualcosa, ma ormai la situazione è talmente grave e gli errori commessi così tanti che i problemi e la classifica della sanità sarda non si risolvono solamente con un cambio in panchina”, concludono Lampis e Truzzu.

“E’ l’ennesima certificazione che la gestione della sanità sarda è fallimentare e che occorre cambiare guida”. Così il consigliere regionale di FI Marco Tedde commenta il  rapporto sui Servizi Sanitari Regionali del Centro Studi Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata. Il Centro Studi ha dimostrato scientificamente che la Sardegna è la peggiore regione in Italia per performance del servizio sanitario. “Una maglia nera che non fa che confermare l’inadeguatezza della guida dell’assessorato. Deficit alle stelle, liste di attesa lunghissime e gestione amatoriale del diabete completano un quadro di per sé disastroso. Al quale si deve sommare una riorganizzazione della rete ospedaliera sconclusionata che per adesso è stata bloccata per motivi sconosciuti dal Ministero della salute.” Secondo l’ex sindaco di Alghero gli interventi sul sociale, esiti, appropriatezza, innovazione e sfera economico finanziaria della sanità sarda hanno portato alla solenne bocciatura del Crea.” “Non c’è la possibilità di esami di riparazione a settembre. La situazione richiede una svolta vigorosa che può essere attuata solo col cambio in corsa dell’assessore, come viene anche richiesto a gran voce da un partito di maggioranza. Non si può continuare a giocare d’azzardo sulla salute dei sardi -chiude Tedde-“.

Riformatori. “I dati sulla sanità sarda del CREA dell’Università di Roma Tor Vergata, divulgati oggi, confermano ciò che gli operatori sanitari sardi e i loro pazienti sanno già benissimo e cioè che il livello dell’assistenza sanitaria in Sardegna è ormai scaduto in modo inaccettabile”. Lo dichiarano i consiglieri regionali dei Riformatori che si dicono addolorati, ma non certo stupiti per l’ennesima “maglia nera” collezionata dalla sanità sarda.

“Con arroganza e presunzione –continuano i consiglieri regionali dei Riformatori- si è provveduto allo smantellamento della rete assistenziale sarda, ignorando qualsiasi misurazione e razionalità della spesa, riempendosi la bocca di roboanti annunci, che in nessun modo soddisfano le esigenze di qualità della nostra sanità”.

“Gli indicatori di performance utilizzati dal Crea stroncano impietosamente la prosopopea di questa maggioranza regionale che da quattro anni e mezzo colleziona disastri e incapacità: nel contesto di un sistema di Welfare nazionale che è purtroppo in sofferenza dappertutto, la Sardegna è ultima tra gli ultimi, persino dopo la Calabria, ancora più penalizzata dalla condizione di insularità che le impedisce di chiedere soccorso ad altre realtà regionali in migliori condizioni”.

“Un’autentica tragedia per i cittadini sardi –concludono i Riformatori- che non può certo essere ancora tollerata: gli incapaci che governano la sanità della Sardegna devono andare via al più presto, prima che i danni siano ancora più irreparabili!”.

“Il documento ‘La misura della performance dei SSR 2018 del Centro Studi Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata riguarda l’utilizzo di indicatori che valutano non la qualità professionale, ma la performance misurata secondo il parere di un panel di 100 componenti.” Lo afferma l’assessore della Sanità Luigi Arru a commento degli esiti della ricerca. “In particolare sono stati utilizzati indicatori quali Sociale, Equità (che misura, ad esempio, la percentuale delle famiglie impoverite a causa di spese sanitarie out of pocket); Esiti, ovvero il sistema nazionale di valutazione dell’efficienza delle cure. Lo studio tiene conto inoltre della valutazione dell’appropriatezza delle cure, in particolare riferita ai pazienti con infarto del miocardio trattati con angioplastica entro le 48 ore. A questo si aggiunge la percentuale dei DRG (sistema di valutazione comparativo del costo delle prestazioni sanitarie) dei pazienti ricoverati in ospedale con degenza potenzialmente inappropriata. Gli ultimi due indicatori, infine, si riferiscono all’innovazione (uso fascicolo sanitario elettronico, consumo di farmaci pro-capite), e a fattori economici ed economico finanziari, come il disavanzo pro-capite. La maggior parte dei dati si riferisce al periodo 2015 -2016, precedente cioè alla riforma della rete ospedaliera, all’istituzione della Ats e della centrale unica d’acquisto”.

L’assessore ha ricordato che gli stessi parametri della ricerca cambiano di anno in anno, non è dunque possibile un confronto sulle posizioni in classifica rispetto ai periodi precedenti. “In più si tratta di uno studio sul lato della domanda, come precisano gli stessi autori del Crea, che analizza le diverse dimensioni della tutela regionale del diritto alla salute, non è quindi volto a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi di Sanità pubblica”.

“Gli stessi indicatori alla base dello studio sono stati utilizzati come prerequisito delle riforme regionali (rete ospedaliera, azienda unica, rete emergenza urgenza, elisoccorso HEMS). “È bene quindi – conclude Arru – che prima di arrivare a conclusioni affrettate, i soliti urlatori seriali, leggano e si sforzino, per quanto possibile, di comprendere quanto riportato nel documento”. Si sottolinea infine che l’assessore Arru fa parte del comitato del Panel degli esperti che hanno elaborato il documento. “Una cosa che forse a qualcuno è sfuggita nella fretta di fare commenti poco informati e di chiedere le dimissioni di chicchessia”.