È un commento durissimo quello di Stefano Schirru di Alleanza Sardegna. Schirru analizza la situazione sanitaria sarda che ritiene “sempre più grave. Un continuo disastro gestionale, fatto di aziende sanitarie senza Direttore Generale, di un Assessorato alla Sanità privo di un assessore titolare, oggi gestito ad interim dalla Presidente della Regione e destinato a breve a restare anch’esso senza DG, e di servizi fondamentali che da anni operano senza un direttore. In queste condizioni, l’assessorato dovrebbe esercitare indirizzo e programmazione, ma come può farlo senza una guida stabile e dedicata?”, si chiede.
“A questo quadro già allarmante si aggiungono gravi perplessità sulla legittimità di alcune nomine, come quella del Direttore Amministrativo dell’ARNAS “G. Brotzu”. La normativa nazionale è chiara: la nomina deve avvenire attingendo agli elenchi regionali di idonei, previo avviso pubblico e selezione, come previsto dall’art. 3 del D.Lgs. 171/2016.La stessa Regione ha inoltre ammesso l’assenza dei criteri nazionali necessari per la costituzione degli elenchi regionali, rinviando all’applicazione di norme transitorie che non possono in alcun modo giustificare scorciatoie o interpretazioni arbitrarie”.
“Eppure”, prosegue, “la selezione non risulta né bandita né esperita e, stando così le cose, appare fondato il dubbio che il Direttore Amministrativo, peraltro collocato in quiescenza, non sia in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Dubbi che si rafforzano ulteriormente alla luce dell’art. 5, comma 9, del DL 95/2012, che consente il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a due anni.
La delibera di nomina, invece, prevede un incarico triennale e non fa alcun riferimento alla gratuità, esponendo l’amministrazione a un concreto rischio di illegittimità degli atti, contenziosi e ulteriore instabilità amministrativa.
La domanda è inevitabile: che cosa sta succedendo nella sanità regionale?Si pensa davvero di poter operare in una zona franca, dove le regole possono essere aggirate e le istituzioni gestite senza programmazione, responsabilità e rispetto delle norme?”
E conclude: “Il prezzo di questo caos lo pagano i cittadini, con servizi sempre più fragili, disuguaglianze crescenti e liste d’attesa infinite. È tempo di fare chiarezza e ristabilire legalità, trasparenza e competenza nella gestione della sanità regionale”.










