Sanità sarda, il caso di Stefano: “Intervento al menisco? Ripassi al Policlinico di Monserrato tra sei mesi o un anno”.
Un episodio avvenuto al Policlinico di Monserrato riaccende il dibattito sulle liste d’attesa nella sanità pubblica sarda e sul rapporto, sempre più controverso, tra pubblico e privato.
Stefano, cittadino sardo, si è recato ieri mattina al Policlinico di Monserrato per una visita di controllo ortopedica, successiva a una risonanza magnetica al ginocchio. Durante la visita, gli è stata diagnosticata una rottura a manico di secchio del menisco esterno, una patologia che, come indicato nel referto medico, necessita di un intervento chirurgico.
Fin qui, nulla di anomalo. A lasciare perplesso Stefano è stato però quanto riferito durante il colloquio con il personale sanitario: gli è stato spiegato che i tempi di attesa nel pubblico sarebbero stati molto lunghi. Secondo quanto riportato, l’operazione potrebbe avvenire dopo sei mesi o addirittura un anno.
Una tempistica che trova conferma anche nel referto ufficiale, dove l’intervento viene classificato con priorità entro 360 giorni.
Una situazione che solleva interrogativi importanti. È normale che una patologia dolorosa e potenzialmente invalidante venga inserita in una lista d’attesa di un anno?
Stefano non nasconde la propria amarezza, condivisa da molti cittadini, soprattutto alla luce delle promesse fatte negli ultimi anni dalla Regione Sardegna, che aveva annunciato investimenti mirati proprio a ridurre le liste d’attesa e migliorare l’accesso alle cure.
Il caso di Stefano non è isolato, ma rappresenta una testimonianza concreta delle difficoltà quotidiane che molti sardi incontrano quando hanno bisogno di cure tempestive. Una sanità pubblica che fatica a rispondere nei tempi adeguati rischia di trasformare il diritto alla salute in un privilegio per chi può permettersi il privato.
Un tema che merita attenzione, trasparenza e risposte chiare da parte delle istituzioni. Perché la salute non può aspettare 360 giorni.









