Sanità, in Sardegna la follia è normalità: 146 giorni per una visita pneumologica e 359 per una colonscopia

Tra le mani l’impegnativa per essere visitati entro uno o due mesi, ma nell’Isola è ancora impossibile. I tempi folli sono addirittura certificati dall’Ats Nel Cagliaritano è difficile dire chi se la passi peggio tra Brotzu e Policlinico: dai 118 per una semplice mammografia ai ben 318 per un controllo al cuore


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La follia viene ormai vissuta come una normalità. Il medico di famiglia prescrive una visita da svolgersi in priorità breve, cioè entro un mese, o differibile, cioè entro massimo sessanta giorni? In Sardegna, quel foglio ha valore pari a zero, almeno nel settore pubblico, cioè nel mondo degli ospedali. Gli ultimissimi report dell’Ats sono impietosi, in alcuni casi il termine vergognoso è quello più adatto. Basti pensare che per ottenere una visita cardiologica al Policlinico di Monserrato, ospedale che negli intenti iniziali sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della sanità di gran parte del sud Sardegna, bisogna attendere 318 giorni. Quasi un anno per incontrare un medico, con l’alternativa di andare a spendere soldi nel settore privato che, a seconda dei casi, non può nemmeno essere fatta perchè va effettuata solo in una struttura sicura e attrezzata come un ospedale. La tempistica generale, 30 giorni, stona e anche molto con i numeri legati a oltre quaranta esami o visite finiti sotto la lente di controllo dell’azienda per la tutela della salute. 156 giorni per una visita endocrinologica, centouno per una neurologica, quindi quasi il quadruplo del tempo prescritto, 153 per un controllo gastroenterologico.
E non va meglio quando i tempi massimi di attesa dovrebbero essere di sessanta giorni: ne sono necessari 122 per un’ecocolor dopplergrafia cardiaca, una rapida risonanza magnetica alla colonna vertebrale si può ottenere dopo avere pazientato, magari stremati dai dolori, ben 147 giorni. Attese folli, relative a fine aprile, ma negli ultimi due mesi la situazione non è migliorata, come raccontano le tantissime proteste di lavoratori della sanità e pazienti. La Regione pensa a nuovi ospedali da costruire, quelli già operativi hanno tempistiche da far gridare vendetta.


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