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Sale operatorie chiuse al Businco, domani tutti in piazza: “Un grave fallimento sanitario per Cagliari”

Gianfranco Angioni di Usb Sanità torna all'attacco in vista della manifestazione di protesta di domani: "Con il trasferimento previsto per il prossimo 12 aprile delle sale operatorie e delle relative degenze, la Direzione Generale dell'ARNAS G. Brotzu sta intraprendendo con consapevolezza una strada senza uscita che distruggerà irreparabilmente un polo oncologico regionale di vitale importanza"

di Jacopo Norfo
8 Aprile 2025
in cagliari, zapertura1

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Sale operatorie chiuse al Businco, domani tutti in piazza: “Un grave fallimento sanitario per Cagliari”

Sale operatorie chiuse al Businco, domani tutti in piazza: “Un grave fallimento sanitario”. Gianfranco Angioni di Usb sanità torna all’attacco in vista della manifestazione di protesta di domani: “Con il trasferimento previsto per il prossimo 12 aprile delle sale operatorie e delle relative degenze, la Direzione Generale dell’ARNAS G. Brotzu sta intraprendendo con consapevolezza una strada senza uscita che distruggerà irreparabilmente un polo oncologico regionale di vitale importanza. La scelta di chiudere le sale operatorie del Businco e trasferirle al S. Michele, priva di un piano alternativo per garantire la continuità delle operazioni chirurgiche e dei necessari follow-up, rappresenta un atto di irresponsabilità inaccettabile e un grave fallimento nella gestione sanitaria. Questa situazione si aggiunge a un contesto già drammatico, con liste d’attesa insostenibili per i pazienti oncologici e il rischio concreto di una migrazione dei malati di cancro verso altri centri di eccellenza.

L’investimento previsto dal PNRR per l’adeguamento sismico, spacciato come un’opportunità per migliorare le sale operatorie, risulta del tutto inaccettabile. Questa manovra non solo riduce drasticamente le attività chirurgiche di un centro oncologico, ma la condanna a una morte certa. È importante sottolineare che esiste già una proposta alternativa: un’ala abbandonata al secondo piano dello stesso ospedale è dotata di un impianto di gas medicali perfettamente funzionante, pronta ad essere riattivata come blocco operatorio con interventi strutturali minimi.

È paradossale considerare idoneo il Presidio Ospedaliero San Michele per l’accoglienza di pazienti oncologici. Le attuali strutture sono sovraffollate ed inefficienti; la sezione nord del settimo piano, destinata alle degenze della Chirurgia Toracica, presenta gravi carenze strutturali e impiantistiche, tra cui un numero insufficiente di bagni e l’assoluta mancanza di gas medicali in ogni postazione letto. Inoltre, la carenza di spazi di stoccaggio adeguati e il supporto insufficiente per il personale violano i diritti fondamentali alla sicurezza dei pazienti.

Purtroppo, non vi è chiarezza sul programma operativo per le emergenze nel PO San Michele. La Direzione non ha fornito informazioni essenziali, alimentando dubbi sulla gestione delle disponibilità e sul percorso post-operatorio dei pazienti, il cui rischio aumenta in un contesto già critico per le terapie intensive.

Il sovraccarico di lavoro a cui sono già sottoposti i professionisti di San Michele è allarmante. Questi lavorano in condizioni difficili a causa della carenza di personale. L’introduzione di nuove attività oncologiche avrà impatti devastanti su una situazione sanitaria già precaria.

Per questi motivi, la USB Sanità continuerà ad opporsi a questo trasferimento inaccettabile e non esiterà a coinvolgere le autorità giudiziarie per chiarire se la struttura scelta sia adeguata e per ottenere l’accreditamento necessario a gestire tali operazioni. È fondamentale che chi ha avallato questa decisione prenda coscienza delle gravi conseguenze per la salute dei cittadini.

Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione che si terrà mercoledì 9 aprile, alle ore 10, nel piazzale del Businco. È tempo di ascoltare le voci di chi lavora quotidianamente per garantire la salute pubblica e per assicurare cura e dignità ai pazienti, in particolare a quelli oncologici”, conclude Gianfranco Angioni.

Tags: businco
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