Ruspe a Molentargius, i residenti: “Siamo un beneficio per il parco”

Parlano i residenti di Medau su Cramu: gli “abusivi” preannunciano la lotta

Medau Su Cramu, nel rione di Molentargius arrivano le ruspe per conto della Procura che ha deciso di avviare la demolizione delle “opere abusive insanabili”. Un provvedimento preso dopo un incontro di alcuni giorni fa tra Procura e Comune di Cagliari, e dopo il vertice tra assessori regionali, esponenti delle amministrazioni comunali di Quartu e del capoluogo sardo, presidente dell’Ente Parco e direttore del Parco. E ora per gli “abusivi” si preannuncia un periodo di lotta. “L’unica colpa che abbiamo è  quella di avere acquistato un terreno agricolo non edificabile – sottolineano – La nostra presenza è un beneficio per il Parco, non un danno”.

Una situazione complessa quella dell’area di Medau Su Cramu, “con 245 casi di abusivismo edilizio totale – come riporta in una nota il Gruppo di Intervento Giuridico – 39 casi oggetto di procedure di esecuzione coattiva dei provvedimenti di demolizione e ripristino ambientale, e 137 in attesa di esame dell’istanza di condono edilizio”. “Siamo persone come le altre che hanno fatto sacrifici per costruirsi una piccola abitazione – spiega Sabrina –  e paghiamo le tasse. Abbiamo tentato in tutti i modi di metterci in regola, senza avere mai risposta da parte del Comune. Il nostro sbaglio è stato quello di acquistare un terreno agricolo non edificabile, che solo dopo la costruzione di diverse abitazioni è stato definito di interesse ambientale. Vogliamo precisare che non siamo un danno per il parco ma un beneficio: tutti gli incendi che ci sono stati li abbiamo segnalati noi, e siamo sempre stati in prima linea anche in caso di ritrovamento di animali protetti feriti”.

Non un danno ma un miglioramento, a detta dei residenti. “Anni fa Medau Su Cramu non era una bella zona – continua Sabrina – La gente veniva per abbandonare le macchine rubate, e buttare i rifiuti indesiderati come lavatrici, materassi e frigoriferi: grazie alle nostre lamentele la situazione è cambiata. Va bene condannare gli abusi, ma non ci stiamo se ci puntano il dito contro dal momento che la maggior parte di noi ha edificato prima del vincolo paesaggistico, quindi prima che il Comune si rendesse conto del valore di questa zona”.


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