Non è infrequente il caso in cui, in una coppia, uno dei due intrattenga una relazione extraconiugale oppure si lasci andare ad una scappatella tradendo di fatto il compagno o il coniuge. Tuttavia, per taluni questo “incidente di percorso” rappresenta un errore a cui si cerca di porre rimedio ma lo spettro del tradimento può continuare a molestare, e non solo psicologicamente. Cosa accade, ad esempio, se l’ex amante rivela sui social network o a mezzo telefono la relazione con un uomo o una donna sposata?
Si tratta di condotte che mettono a rischio e distruggono famiglie, che possono costare caro anche a causa delle reazioni spesso violente o dei risvolti psicologici, oltre che patrimoniali, causati da liti, separazioni e divorzi.
La giurisprudenza si è occupata di fattispecie analoghe in diverse pronunce, tra cui emergono diverse pronunce rese direttamente dalla Corte di Cassazione.
Con la sentenza n. 28852/2009, la prima sezione penale, ha condannato per molestie l’amante che aveva inviato sms alla convivente del traditore per informarla della relazione. L’ex amante aveva riportato anche le asserite espressioni dell’uomo in termini sprezzanti nei confronti della compagna.
Inutile per la donna lamentare che la relazione fosse stata già scoperta da tempo e che il numero degli sms fosse irrisorio: la molestia, precisano gli Ermellini, può essere arrecata anche mediante l’invio di brevi messaggi di testo.
Di recente, ben due sentenze nel 2015 hanno affrontato il tema della vendetta trasversale a seguito dello scioglimento della relazione extraconiugale.
Inutile affermare che le telefonate fossero state lunghe e non assillanti, ipotizzando che la persona offesa aveva avuto interesse alle informazioni.
Per i giudici l’atteggiamento della persona offesa “non poteva essere interpretato come acquiescenza, tenuto conto della importanza delle rivelazioni che le erano state fatte“.
Fonte: Rivelare al tradito che ha le corna è reato
(www.StudioCataldi.it)