Riccardo di Fluminimaggiore: “Nato donna, sto diventando uomo: per la mastectomia mi servono 6mila euro”

Un’esistenza trascorsa in un corpo che non ha mai sentito “reale”. All’anagrafe ha ancora il suo nome originario. Ma, da un anno, ha già iniziato la terapia col testosterone: “Sono Riccardo. Voglio far scomparire il seno ma, in Italia, i tempi sono troppo lunghi. All’estero è tutto più rapido ma mi servono soldi: da anni uso fasce che mi stringono il petto”

In quel corpo da donna racconta di non essersi mai riconosciuto. E, anno dopo anno, ha sempre più preso consapevolezza dell’esigenza di voler cambiare. 23 anni, nato in Germania ma residente sin da piccolo a Fluminimaggiore, da quattro anni ha cambiato nome: “Sono Riccardo”. Non ancora sulla carta d’identità, però: “Per quella dovrò attendere l’ok da un giudice. Stesso discorso per la mastectomia alla quale voglio sottopormi”. Cioè, una riduzione totale del seno. Possibile, a costo zero, in Italia. Ma i tempi sono lunghi: “Dovrei stare in lista d’attesa per almeno due anni, è troppo. Ho aperto una raccolta fondi, mi servono almeno seimila euro per poter fare subito l’operazione all’estero. Ho già visto che in Spagna, a Valencia, c’è una chirurga italiana che potrebbe fare al caso mio”. Riccardo ha pubblicato anche un video-appello, rimbalzato da Unica Lgbt, l’associazione che tutela i diritti degli studenti e che si batte, da sempre, contro l’omofobia: “Purtroppo in Italia non è possibile per un ragazzo trans eseguire mastectomia e isterectomia senza una sentenza, quindi ha bisogno dell’aiuto di tutti noi per potersi far operare all’estero. Anche una piccola donazione può fare tanto: a ognuno di noi singolarmente cambia poco, ma a lui cambierà la vita in meglio”.

E lui, che racconta dei primi cambiamenti reali, “ho già la barba”, ringrazia. E racconta di una vita fatta di scelte, tra momenti bui e colorati: “Sin dall’asilo non riuscivo a fare amicizia, non mi trovavo bene con le femmine e i maschietti non mi volevano. Tante volte ho giocato col martello e lo scalpello di mio padre muratore”. Poi, quattro anni fa, la prima svolta: “Ho visto un video di un ragazzo che cambiava voce, passando da quella femminile a quella maschile. Poi, una notte, ho avuto un crollo emotivo: ho raggiunto mia madre, l’ho svegliata e le ho detto ‘voglio diventare uomo’”. E lei, cosa ha risposto? “Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, cosa dobbiamo fare per iniziare?”. Una risposta che ha dato ancora più coraggio al giovane: “Ho tre sorelle, tutte dalla mia parte, così come mio padre. Non ho mai subìto nessun episodio spiacevole o omofobo, negli ultimi anni ho avuto, come fidanzate, solo ragazze, che mi hanno totalmente accettato. Da grande vorrei essere un tatuatore, e farmi una famiglia”. Prima, però, c’è quella costosa mastectomia: “Faccio fatica a dover chiedere aiuto ad altre persone, soprattutto se si tratta di soldi, ma son qui a chiederlo con tutto il cuore e con l’orgoglio sotto le scarpe di potermi aiutare ad eseguire l’intervento di mastectomia all’estero. Vengo da una famiglia molto umile, mi sostengono in tutto, ma purtroppo non possono aiutarmi economicamente ad essere me stesso fisicamente”. Per chi volesse donare, basta cliccare qui.