Riaprono le scuole a Cagliari, studenti del Pacinotti in sciopero: “Coi nuovi orari troppi disagi”

Al via le lezioni con gli orari rimodulati: “La decisione di posticipare l’orario di entrata dalle 8 alle 9 ha creato (e creerà) disagi ad una porzione di studenti consistente, in particolare a pendolari, studenti della “settimana corta” e ragazzi che frequentano attività extracurricolari”

“Abbiamo iniziato a scioperare ieri, riscontrando una partecipazione fortissima, e ci stiamo organizzando per effettuare assenza di massa anche domani”. Così gli studenti del liceo Pacinotti (e non del Dettori come riportato per errore in precedenza) annunciano il via alla protesta. “Questo perché la decisione di posticipare l’orario di entrata dalle 8 alle 9 ha creato (e creerà) disagi ad una porzione di studenti consistente, in particolare a pendolari, studenti della “settimana corta” e ragazzi che frequentano attività extracurricolari.

“In un momento come questo”, scrivono in una lettera spedita alla dirigente scolastica Valentina Savona e al Prefetto di Cagliari Tomao, “non ci limitiamo, di certo, a non riconoscere come il ventaglio di opzioni e decisioni da poter adottare sia limitato, tuttavia ci troviamo costretti a manifestare il nostro dissenso verso le assunte, che nel corso di poche settimane avranno riguardato il 100% degli studenti. In seguito ad uno scrupoloso confronto, siamo arrivati alla conclusione che il rientro a scuola così organizzato porti più disagi che benefici. Difatti, la rimodulazione oraria prevista ci costringe a subire numerose conseguenze, sfavorevoli alla regolare organizzazione della nostra quotidianità. L’aspetto che appare più rilevante è l’orario del termine delle lezioni, che comporta lo sfasamento delle abituali fasi della restante parte di giornata, con particolare riferimento agli studenti frequentanti le sezioni a “settimana corta”, i quali non escono da scuola prima delle h15. Ciò riguarda: il rientro a casa, il pranzo, il tempo da dedicare allo studio, alla famiglia* e la conseguente rinuncia alle personali attività extracurriculari (sportive e integrative allo studio), su cui è stato precedentemente fatto un investimento economico da parte delle famiglie. La categoria colpita con maggiore incidenza da simile provvedimento è certamente quella dei pendolari (che costituiscono il 47% della nostra popolazione scolastica) costretta ad adeguarsi maggiormente alle conseguenze sopracitate, a causa del viaggio che ogni giorno devono compiere per raggiungere le loro abitazioni. La situazione è financo peggiorata nei casi in cui, agli stessi, non siano state garantite ulteriori corse scolastiche per far fronte ai, già complicati, nuovi orari. Come precedentemente affermato, riconosciamo che la situazione emergenziale necessiti di sacrifici per far fronte alla stessa. Tuttavia, a causa delle ragioni suddette, riteniamo questa soluzione inadeguata soprattutto in riferimento al nostro istituto. Vogliamo perciò portare la vostra attenzione sulle seguenti controproposte: – rimodulazione oraria con lezioni di durata da 50 minuti ciascuna, con pausa di minimo 5 minuti in la didattica a distanza; – ripristino della modulazione oraria vigente nel primo mese di scuola”.


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