Regione e comune di Quartu ko al Tar: via libera ai fisioterapisti in farmacia

Fisioterapia in farmacia? Si può fare anche senza il via libera dell’assessorato alla Sanità. I giudici amministrativi danno ragione a una farmacista quartese

Fisioterapia in farmacia? Si può fare, anche senza il via libera della Regione. C’è una sentenza del Tar che lo conferma. La Farmacia Sant’Elena di via Marconi l’8 gennaio dell’anno scorso aveva presentato al Comune di Quartu la dichiarazione dell’avvio, all’interno dei locali della farmacia, di un servizio di fisioterapia senza l’ausilio di macchinari, ottenendo il giorno dopo la ricevuta del Suape e iniziando quindi a effettuare le prestazioni. A maggio però gli stessi uffici comunali chiedono l’interruzione del servizio, forti di una nota del direttore del servizio Qualità dei servizi e governo clinico dell’assessorato regionale alla Sanità.
Il quale chiarisce che senza un “parere di compatibilità” dell’assessorato non possono essere erogate prestazioni fisioterapiche.
Il 10 giugno la farmacia chiede al Comune di ritirare il provvedimento, ma il 28 dello stesso mese gli uffici comunali confermano il diniego con un ulteriore nota dello stesso servizio dell’assessorato alla Sanità.
Si va dunque al Tar che in questi giorni ha dato ragione alla farmacia perché questa “non ha affatto inteso realizzare una nuova  “struttura sanitaria”, per la quale è necessaria un’apposita autorizzazione regionale…essendosi limitata a contemplare lo svolgimento, nell’ambito di uno dei propri locali, dell’attività professionale di fisioterapia, corrispondente ad un servizio normalmente svolto in uno studio professionale…”.

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