Quartu, sul bando rifiuti il Comune vince anche il secondo round al Tar

Nuovo appalto di igiene urbana, il TAR dà ragione al Comune anche sul secondo ricorso

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna ha pubblicato nei giorni scorsi l’ordinanza con la quale viene respinta la domanda cautelare in merito al ricorso presentato dalla società ETAmbiente contro il Comune di Quartu Sant’Elena, per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del bando di gara, pubblicato a inizio luglio, con il quale lo stesso Ente ha indetto la procedura aperta per l’affidamento dei Servizi di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, dei servizi di igiene urbana e complementari.

In base alla sentenza infatti non sussistono i presupposti per la concessione della misura richiesta dalla ditta. Nulla osta quindi al proseguimento dell’iter per l’aggiudicazione del nuovo appalto che interesserà la città di Quartu nei prossimi 7 anni e che prevede l’introduzione della Tariffa puntuale: i pagamenti saranno sarà quindi caratterizzati dalla corrispettività tra l’ammontare dovuto ed il servizio di cui fruisce il cittadino, calcolando l’effettiva pesatura dei rifiuti prodotti. Lo stesso sistema consentirà di evidenziare anche i comportamenti impropri, con la possibilità quindi di prendere subito gli opportuni provvedimenti.

Entrando nel merito, il Collegio ha preso atto che sono stati forniti dall’avvocato Luisa Giua Marassi, legale rappresentante del Comune, chiarimenti su aspetti essenziali e dirimenti riguardo le questioni sollevate dalla ricorrente: “i mezzi, evidentemente, devono essere in disponibilità della ditta appaltatrice” spiega la sentenza. Inoltre “in caso di oggettiva incertezza del contenuto delle clausole del bando di gara, va preferita l’interpretazione che agevola la più ampia partecipazione alla procedura, in nome del principio del favor partecipationis e dell’interesse pubblico al più ampio confronto concorrenziale”. E ancora “un caso come quello qui esaminato è paradigmatico dell’obbligo di procedere al coordinamento delle varie clausole secondo il cosiddetto canone della totalità”.

Si tratta della seconda conferma da parte del Tribunale della regolarità dell’iter portato avanti dall’Amministrazione Comunale. Già qualche mese fa infatti il TAR si era dovuto esprimere circa il ricorso presentato dalla UIL Trasporti Sardegna sull’applicazione della clausola sociale, sentenziando che “la clausola sociale non impone all’aggiudicatario dell’appalto pubblico il riassorbimento di tutti i lavoratori alle dipendenze dell’appaltatore uscente”. E inoltre “nelle gare pubbliche la c.d. clausola sociale deve essere interpretata conformemente ai principi nazionali e comunitari in materia di libertà di iniziativa imprenditoriale e di concorrenza, risultando altrimenti essa lesiva della concorrenza, scoraggiando la partecipazione alla gara e limitando la platea dei partecipanti”, concludeva il Decreto del TAR dando ragione al Comune.


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