Quartu, la beffa: “Nuova carta d’identità solo tra due mesi, mia figlia con una malattia rara senza green pass”

La beffa clamorosa. Documento smarrito, quello nuovo pronto il due dicembre. Marisa Melis: “Senza la carta mia figlia, vaccinata con doppia dose, non può andare al Policlinico di Monserrato, fare palestra e seguire le attività ricreative delle associazioni: dove sono finiti i diritti dei malati?”

Carta d’identità smarrita, per quella nuova bisogna attendere due mesi. Succede a Quartu, e a scoprire gli amarissimi tempi della burocrazia, direttamente sulla sua pelle, è Marisa Melis, 67 anni. Il documento perso è quello della figlia, “sono la sua tutrice, lei soffre di una malattia rara”. E, senza la carta tra le mani, si crea un pericolosissimo effetto domino: “Non abbiamo potuto scaricare il green pass nonostante mia figlia abbia fatto i vaccini al Policlinico di Monserrato, dove è seguita”. E c’è di più: è stata infatti smarrita anche la tessera sanitaria. Il duplicato? Impossibile ottenerlo “senza la carta di identità. Senza green pass mia figlia non può fare praticamente niente: frequentare palestre, scuola di musica, associazioni ricreative”, spiega la donna. La denuncia di smarrimento ai carabinieri è già stata fatta, ovviamente. Ora bisogna attendere i tempi, decisamente biblici, della pubblica amministrazione e degli uffici comunali. E proprio l’assenza di green pass mette sotto scacco madre e figlia. Marisa Melis ha scritto una lunga email di chiarimenti al Comune, chiedendo una data più vicina per la carta di identità, ma ha anche contattato l’Ats.

 

 

“Mia figlia ha fatto i vaccini al Policlinico di Monserrato, non è mai arrivato il green pass come invece è stato inviato a noi genitori con sms sul cellulare Ho smarrito i suoi documenti per cui non posso neppure fare un duplicato e scaricare il green pass. Vorrei capire come posso procedere visto che,  tra denuncia per smarrimento. poi  rifare la carta identità passerà del tempo. Mia figlia ha bisogno del green pass per tutto, ci hanno già detto che il foglio dei vaccini non basta”. Ora, alla donna non resta altro da fare che incrociare le dita e sperare in una burocrazia un po’ più veloce, volendo fare un paragone, di una lumaca: “