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Quartu, il comitato che si oppone al Tyrrhenian Link fa infuriare il sindaco Milia

di Valeria Putzolu
8 Novembre 2024
in hinterland, zapertura1

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Quartu, il comitato che si oppone al Tyrrhenian Link fa infuriare il sindaco Milia
Duro sfogo da parte del primo cittadino, “nessun rischio per la comunità alloggio, per i bambini della comunità gestita da Suor Anna Cogoni a Terra Mala”. Cavi e trivelle in quello spazio di terra, sassi e mare dove una comunità che ospita i bambini risiede da anni e l’allarme che le nuove tecnologie potrebbero sfrattare, o comunque danneggiare, l’alloggio tanto caro a tutti.
“Sul passaggio nel territorio della nostra città del Tyrrhenian Link è da mesi che la nostra comunità sopporta le fantasiose ricostruzioni di un manipolo di persone mosse più da smanie e ossessioni di protagonismo che non dalla serietà e dalla onestà intellettuale che questi argomenti meriterebbero. Smanie e ossessioni che hanno addirittura indotto il medesimo manipolo di persone a svalutare, sminuire e osteggiare la grande mobilitazione popolare generata da chi ha promosso la raccolta delle firme sulla proposta denominata “Pratobello 2024”.
In questi mesi – spiega Milia – siamo stati pazienti e, come era nel nostro dovere, ci siamo limitati a fornire chiarimenti sui reali contenuti dell’intervento sul nostro territorio.
Quando si diffondono bugie in malafede coinvolgendo altre persone e attribuendo a queste ultime pensieri mai pensati e parole mai dette e si arriva al punto di chiamare in causa il faticoso percorso sociale legato al futuro di un diverso numero di minori, non possiamo più tacere”.
L’Amministrazione e Suor Anna Cogoni smentiscono con fermezza la notizia “In corso le pratiche per aumentare il numero di posti per minori disponibili”, “illazioni diramate” ieri mattina, “un allarmismo assolutamente infondato frutto, nella migliore delle ipotesi, di ignoranza riguardo la materia in essere”.
È la stessa Suor Anna Cogoni infatti a dichiarare di essere “cascata dalle nuvole quando sono venuta a conoscenza della comunicazione pubblicata sui social network e inviata alla stampa, visto che “non sono mai neanche entrata in un’eventuale trattativa con Terna perché gestiamo la Casa Famiglia grazie a un comodato d’uso: i proprietari infatti non siamo noi, ma benzi i missionari vincenziani”. Entrando nel merito precisa di “non aver mai detto di essere stata abbandonata dalle istituzioni, tanto meno da quelle del Comune di Quartu, con il quale i rapporti sono costanti”. Conclude quindi precisando che “non si è mai paventata l’idea di una chiusura della comunità di Terra Mala”, anche perché “so con certezza che il tratto di proprietà al quale sarebbe interessata Terna non comprometterebbe l’utilizzo della struttura”.
La Dirigente del Settore Servizi Sociali del Comune Lorena Cordeddu, responsabile del funzionamento delle strutture per minori, conferma quando dichiarato da Suor Anna: “Non esiste alcuna pratica in corso per la chiusura della struttura per minori né di cessazione dell’anività; si sta anzi supportando la responsabile della comunità nella pratica di implementazione dei posti disponibili per i minori in attesa di affidamento, che dagli attuali & diventeranno 12-di cui 2 di pronta accoglienza, nonché per l’incremento degli spazi comuni utilizzabili”.
E pertanto palese l’assoluta infondatezza della notizia riguardo la chiusura della struttura per minori. L’Amministrazione comunale invita la popolazione a diffidare di bufale o fake news diffuse da terzi non adeguatamente informati ed esorta a non trattare con superficialità tematiche delicate come quelle che interessano i minori”.
Il “Quartu No Tyrrhenian Link” non sta in silenzio e ribatte:
“Ci troviamo costretti ancora una volta a rispondere al Sindaco Milia, che questo pomeriggio ha diffuso una nota per “smentire” il nostro comunicato di oggi.
Il nostro comitato non ha mai parlato di chiusura della struttura, ma di esproprio di una parte del terreno dove si trova il parco giochi dei bambini.
Nello scorso mese siamo statə all’ Oasi a Terra Mala e in questo modo siamo venuti a conoscenza del passaggio del Tyrrhenian Link all’ interno del cortile della struttura e della trattativa di Terna con l’ente religioso proprietario del terreno.
Siamo venuti a sapere che Terna ha contattato anche l’ Oasi, palesandogli che se non arriveranno ad un accordo per la vendita del terreno, procederanno all’ esproprio.
Avremmo voluto leggere da parte di Milia che il Tyrrhenian Link non passerà nel parco giochi dei bambini in attesa di affidamento, ma purtroppo ha invece risposto a “illazioni” che ha inventato lui stesso per attribuirle al comitato Quartu No Tyrrhenian Link.
Nello scorso anno ci siamo abituatə a conoscere il comportamento scorretto del nostro sindaco, come ad esempio quando ci ha attribuito falsamente un audio di una persona che lo ingiuriava. Motivo per il quale ci siamo trovati costretti a presentare una Querela in Procura. Siamo abituati all’atteggiamento sordo della Giunta Milia, che non ha mai permesso che si discutesse del Tyrrhenian Link nel consiglio comunale.
Visti i trascorsi ci sentiremo sollevati solo quando potremo parlare nuovamente con le persone che gestiscono l’ Oasi e conoscere il loro pensiero dalla loro voce, anziché dai comunicarti stampa di Graziano Milia.
Confermiamo la nostra ferma opposizione all’esproprio della zona verde attualmente destinata ai bambini in attesa di affido.
Tale esproprio rappresenterebbe una grave violazione dei diritti dei minori, come sancito dalla normativa vigente.
In particolare, l’articolo 31 della Costituzione Italiana tutela l’infanzia e la gioventù, promuovendo il loro benessere e sviluppo in un ambiente salubre e adeguato. Inoltre, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia con la legge n. 176 del 1991, stabilisce all’articolo 3 che in tutte le decisioni relative ai bambini, l’interesse superiore del minore deve essere una considerazione preminente.
L’area in questione offre ai bambini uno spazio verde dove possono giocare, rasserenarsi e superare le difficoltà legate alla loro condizione di attesa di adozione. Privarli di questo ambiente significherebbe ledere il loro diritto a un contesto che favorisca il loro benessere psicofisico, come previsto dall’articolo 24 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che riconosce il diritto del bambino al miglior stato di salute possibile e a beneficiare di servizi medici e di riabilitazione.
Pertanto, l’esproprio di questa zona non solo contravverrebbe ai principi costituzionali e internazionali, ma metterebbe anche in grave difficoltà i bambini che già si trovano in una situazione di vulnerabilità. È fondamentale garantire loro un ambiente che supporti il loro sviluppo e benessere, rispettando i loro diritti fondamentali.
Confidando in una revisione della decisione in questione e in una presa di posizione seria da parte dell’amministrazione locale”.
Tags: quartu
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