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“Qualcuno volò sul nido del cuculo”, lo spettacolo debutta nell’Isola

di Redazione Cagliari Online
28 Giugno 2017
in eventi

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Viaggio nella follia – e nell’inferno degli ospedali psichiatrici – con “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, uno spettacolo di Alessandro Gassmann liberamente tratto dalla pièce di Dale Wasserman, a sua volta ispirata all’omonimo romanzo di Ken Kesey (da cui Miloš Forman ha preso spunto per il celeberrimo film con Jack Nicholson) – in cartellone da mercoledì 29 marzo fino a domenica 2 aprile al Teatro Massimo di Cagliari (tutti i giorni da mercoledì a sabato alle 20.30 – domenica alle 19 e giovedì anche la pomeridiana alle 16.30) per la stagione de La Grande Prosa firmata CeDAC nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Una mise en scène intrigante e visionaria (con la traduzione di Giovanni Lombardo Radice e l’originale adattamento curato dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che trasporta la vicenda nell’Italia dei primissimi Anni Ottanta), per un vivido affresco della realtà oltre le mura di un manicomio: un piccolo microcosmo in cui la cura del disagio mentale si inserisce in un rigido protocollo, ma l’arrivo di un nuovo “paziente” dall’atteggiamento decisamente anticonformista e ribelle metterà a rischio i fragili equilibri, innescando una serie di reazioni a catena fino al drammatico epilogo.

Sotto i riflettori – nel ruolo del protagonista – Daniele Russo (figlio d’arte – il padre è l’attore e capocomico Tato Russo – con all’attivo un’intensa carriera fra teatro e rare ma significative apparizioni cinematografiche e in film e serie tv) e Elisabetta Valgoi (vincitrice del Premio Lina Volonghi (1997) e del Premio Eleonora Duse come Giovane Emergente (2003), già diretta sulla scena da registi come Lorenzo Simoni e Maurizio Panici, Giancarlo Sepe, Gabriele Vacis, Massimo Castri, Jacques Delcolverrie e Antonio Latella) insieme ad un’affiatata compagnia: Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso. Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito e Giulia Merelli.

Sottolinea Alessandro Gassmann nelle note di regia: «La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti in “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.»

E prosegue: «Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.»

“Qualcuno volò sul nido del cuculo” – ricorda Gassmann – «è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere».

 
Tags: alessandro gassman
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