Protesta a Cagliari: “No ai tagli alla sanità, no al green pass e no al fascismo”

Sanitari, insegnanti, pensionati e studenti in marcia da piazza Garibaldi a piazza del Carmine: “Costretti a insegnare in classi pollaio e rivolgerci ai privati per poter essere curati. Difendiamo il lavoro, dateci tamponi salivari gratuiti e sciogliete tutte le organizzazioni che si richiamano al fascismo”.

Il mondo della sanità dell’istruzione dei pensionati e degli studenti manifesta a Cagliari. Un lungo corteo con circa 200 partecipanti che si snoda da piazza Garibaldi sino a Piazza del Carmine. Sono tanti i motivi della protesta: dai prof precari ai pensionati senza cure, dai giovani costretti a fare lezione in classi pollaio ai medici, infermieri e Oss alle prese con stipendi fermi e turni extra da dover provare a coprire per le assenze dei colleghi non vaccinati. “Non possiamo continuare a lavorare così, siamo stremati. Il green pass non è un dispositivo sanitario, il personale sanitario convive col virus”, denuncia Gianfranco Angioni dell’Usb sanità. “Sindacati e Governo sbagliano, servono i dispositivi di protezione individuale. In Sardegna gli operatori sanitari del Brotzu sono i meno pagati di tutta l’Isola, Draghi metta più fondi, in particolar modo per la nostra regione. Subito un nuovo piano di assunzioni per i reparti di degenza a rianimazione e un progetto serio anche per i trapianti”.
Nicola Giua dei Cobas è furioso: “Senza green pass molti colleghi o faranno i tamponi a pagamento o non potranno lavorare. Il ministro dell’Istruzione, Bianchi, continua a dire che va tutto bene, ma nelle scuole continuiamo ad avere troppi prof precari e non viene garantita la giusta sicurezza. Basta pensare al metro di distanza da rispettare”, attacca Giua. “Non è obbligatorio, viene chiaramente detto che va rispettato solo se è possibile”. Presenti anche gli studenti del Fronte della gioventù comunista: “Le scuole cadono a pezzi, si tutelano solo gli interessi capitalistici dei padroni”. Molti i cartelli “contro il green pass e il fascismo”, in quest’ultimo caso è chiaro il riferimento ai fatti avvenuti a Roma lo scorso weekend, quando un gruppo di estremisti ha assaltato la sede della Cgil.


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