Pioggia di asteroidi sulla Sardegna nuragica: svelato il mistero?

IL CATACLISMA sarebbe accaduto 1178 anni prima della nascita di Gesù. A causarlo un METEORITE caduto al largo del Golfo degli Angeli. Capace di generare un’onda anomala, lo TSUNAMI terrificante descritto, ieri sera, su RAI 2 a VOYAGER, programma TV condotto da Roberto Giacobbo. Ecco perchè sarebbero sepolti migliaia di nuraghi

Sessanta chilometri di tragitto distruttivo da Cagliari verso Barumini e la Giara, poi l’onda d’urto, alta diverse centinaia di metri, con il mare che penetra il centro della Sardegna percorrendola da sud a nord, avrebbe spazzato via la formidabile civiltà dei nostri padri, la civiltà nuragica da un’altrettanto bellissima isola “delle eterne primavere”. 

IL CATACLISMA sarebbe accaduto 1178 anni prima della nascita di Gesù. A causarlo un METEORITE caduto al largo del Golfo degli Angeli. Capace di generare un’onda anomala, lo TSUNAMI terrificante descritto, ieri sera, su RAI 2 a VOYAGER, programma TV condotto da Roberto Giacobbo

E ancora oggi, mentre gli archeologi discutono sulla solo origine e funzione, c’è chi si è fatto un’idea ben precisa sulla scomparsa della civiltà che costruì questi edifici di rara bellezza. 

La RAI ha scommesso sulla Sardegna per fare ascolti, scegliendo l’autore del libro inchiesta LE COLONNE D’ERCOLE ed i suoi nuovi studi (con il drone di Ettore Tronci ) per illuminare come non mai il passato di un’isola misteriosa. 

“Nella pianura del Campidano i nuraghi sono piuttosto rari e ricoperti di terra, mentre salendo di quota, sulle colline circostanti, le torri sono più numerose e ben conservate” ha detto Sergio Frau. Poi lo scoop: “colpa di un asteroide che ha generato uno tsunami” ha ipotizzato Giacobbo. 
“Un tempo – ha proseguito – il Campidano era una pianura fertile e rigogliosa ma sotto la dominazione fenicia divenne una zona fertile e paludosa, infestata dalla malaria. Una situazione che solo le bonifiche del Novecento hanno sanato. Che cosa è successo?“. 

La parola è passata nuovamente al giornalista di Repubblica Sergio Frau. 

Abbiamo usato dei droni, strumenti che offrono un punto di vista differente per osservare bene di come moltissimi nuraghi nel Campidano sono divenuti colline ricoperte di fango” ha detto Frau per poi proseguire: “quando abbiamo presentato all’Accademia dei Lincei il confine con le Colonne d’Ercole rivisto, tutto riportava alla Sardegna come isola con i vecchi più vecchi, la terra delle eterne primavere, dei metalli come diceva Platone”. 

Poi il tassello mancante: che fine ha fatto la civiltà dei costruttori delle torri che popolava appunto quest’isola? 

“Per quadrare con il racconto di Platone, mettendo in fila gli indizi, come cadaveri raccolti, questa terra venne distrutta in un giorno e in una notte da un cataclisma che seppellì la pianura più bella del mondo”. E allora per spingere una massa d’acqua del genere, capace di ricoprire così tanti nuraghi, cosa sarà accaduto? 

“Il Golfo di Cagliari accoglie il mare a braccia aperte, circa 150 km, e si restringe con la forma di un tubo verso Barumini e la retrostante Giara di Gesturi. Un asteroide caduto nel largo del Gokfo di Cagliari poteva certo creare un’onda gigantesca capace di far entrare così targa acqua nella Piana del Campidano innevando un’onda d’urto capace di seppellire con fango e detriti i nuraghi”. 

ONDA TREMENDA. Le dimensioni dell’onda? “Ha superato i 60 km di lunghezza per sbattere a circa 460 metri d’altezza nella zona dell’altipiano della Giara. L’onda è giunta dal largo del Golfo di Cagliari colpendo i nuraghi da sud verso nord ed ecco perché un loro versante, quasi sempre lo stesso, è pieno di fango sedimentato”. 

Quando sarebbe accaduto tutto ciò? “Intorno  al 1178 avanti Cristo – ha concluso  Frau – che coinciderebbe con la fine dell’età dell’oro dei nuraghi ipotizzata dal Lilliu. Ciò spiegherebbe anche la migrazione dei popoli del mare, dapprima combattenti esperti e poi profughi del mare secondo le fonti egizie. E poi non si costruisce più un nuraghe che nel millennio precedente ne ha costruito 20 MILA”.

Sarà stata la fine per Atlantide e l’inizio del suo mito inceedibilmente affascinante? 

 

 


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