Pierpaola, volontaria sarda del 118: “Attiva giorno e notte per l’emergenza Coronavirus”

Il suo telefono è sempre acceso e, da quando c’è l’emergenza Covid-19, anche la sua vita è cambiata. Pierpaola Cubeddu, 52 anni: “Dirigo la Croce Verde di Escalaplano, sono ogni giorno in prima linea e spero che quest’incubo finisca presto, ma è difficile se c’è ancora gente che esce di casa e non rispetta le regole”


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La vita? Totalmente stravolta da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus: “Non posso nemmeno andare a trovare mia madre che vive a Ballao, ma è giusto così”. Pierpaola Cubeddu, 52 anni, di Escalaplano, è una delle tante volontarie sarde del 118 in prima linea e sempre sul “chi va là”: il suo cellulare è acceso 24 ore su 24 e, in caso di necessità, è pronta a far accendere luci e sirene delle sue ambulanze e andare a soccorrere: “Lavoro nel campo dell’assistenza agli anziani, ma da quando c’è il Covid-19 faccio solo la volontaria perchè è rischioso entrare a contatto con la fascia più debole della popolazione. Nella nostra sede della Croce Verde abbiamo chiuso tutti gli spazi, anche l’area giochi per ragazzi”. E, a proposito dei ragazzi, la Cubeddu è molto critica: “Molti di loro non capiscono che stiamo vivendo una pandemia e anche a Escalaplano continuano a riunirsi in gruppetti e a fare spuntini nelle case, assurdo”. Insieme al resto del team, formato da sedici volontari, è riuscita a procurarsi mascherine, guanti e occhiali: “Pagati di tasca nostra, non abbiamo ancora ricevuto nulla dalla Regione”, afferma.

“Sinora non ci è capitato di dover intervenire per un possibile caso di Coronavirus, ma stiamo sempre all’erta, presto potrebbe arrivare anche il nostro turno”, osserva la volontaria. “Sono sposata e ho un figlio, cerco di proteggere la mia famiglia dai contagi in ogni modo. Spero che quest’incubo possa finire al più presto, ma se addirittura gli anziani continuano a chiacchierare vicini vicini sulle panchine è difficile sconfiggere il virus”.


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