Due anni fa si era prodigato per trasformare Piazza del Carmine in uno spazio di sport e aggregazione, portando gratuitamente il pickleball insieme ad alcuni amici. Un’iniziativa durata un mese, capace di coinvolgere centinaia di persone, ma che secondo Claudio Cugusi non trovò nel Comune l’attenzione sperata.
“Due anni fa con alcuni amici abbiamo teso una mano al Comune di Cagliari per dare un segnale contro il degrado: gratis abbiamo portato il pickleball in piazza del Carmine”, ricorda Cugusi. Poi, racconta, “al netto delle chiacchiere” sono arrivate due contravvenzioni per l’apixedda utilizzata per custodire reti e racchette, e nessun sostegno concreto all’iniziativa.
Oggi quel ricordo diventa lo spunto per una riflessione più ampia sulla gestione della città. Per Cugusi Piazza del Carmine non si recupera soltanto con controlli e pulizia, ma riportando attività, commercio e persone.
E la sua visione si allarga anche alle zone vicine: “Le strade della Marina e di Stampace basso ‘profumano’ spesso di urina, e col caldo di questi giorni le scarpe si attaccano alla pavimentazione lercia”.
Per l’ex consigliere servono quindi controlli, igiene e soprattutto una strategia per incentivare chi vuole investire e tenere vivi questi quartieri.
“Bisogna soprattutto premiare i commercianti e gli artigiani più coraggiosi dando il suolo pubblico in occupazione gratuita permanente come incentivo per chi fa”, propone.
E immagina una Piazza del Carmine completamente diversa: “Immagino i tavolini dei bar con dei gazebo eleganti in cristallo. Immagino i box per artigiani, commercianti, librai, antiquari e il traffico chiuso dal lato di via Roma, con le auto solo dalla parte delle Poste. Immagino una piazza viva notte e giorno e non solo la domenica mattina per il mercatino”.
Una visione, puntualizza Cugusi, che può essere estesa anche ad altri spazi del centro storico: “Ci vuole fantasia, umiltà e voglia di fare, da parte della Politica e dei signori dirigenti”, conclude con tono sferzante.
L’ intervento parte dunque da un’esperienza significativa in Piazza del Carmine per estendersi a una riqualificazione più ampia: ripensare la città partendo dai quartieri più fragili, dalla “Marina” a “Stampace basso”, e restituire alle piazze una funzione sociale, commerciale e aggregativa.











