Perdono la casa all’asta a Cagliari: “Comprata a un terzo del valore, indebitarci è stato inutile”

Qualche difficoltà economica e delle richieste di prestiti si rivelano fatali per Pasquale Dessì e Katiuscia Mannai. La loro abitazione di Pirri viene acquistata con 51mila euro: “Ne valeva 170mila. Chi ha comprato si è rifiutato di rivendercela, dicendo che si tratta di business. Intanto, molto presto non sapremo dove andare con i nostri figli”


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Casa finita all’asta, acquistata dopo qualche “chiamata” andata a vuoto e, ben presto, Pasquale Dessì e Katiuscia Mannai, marito e moglie, lui operaio e lei rider, entrambi cinquantuenni, con tre figli, non avranno più nemmeno le chiavi della loro abitazione in via Santa Maria Goretti a Pirri. Persa, a quanto pare per sempre, a causa di alcuni problemi economici avuti in passato. L’ennesimo caso di un’abitazione comprata con un ribasso del prezzo originario quasi choc si porta dietro la disperazione di una famiglia che avrebbe tentato, sino all’ultimo, di non perdere il tetto: “Ma indebitarci, purtroppo, si è rivelato inutile. Abbiamo tre prestiti da restituire e problemi anche con la banca”, spiegano, all’unisono, i due cinquantunenni. “Mio marito ha avuto problemi di lavoro, per un periodo non l’hanno pagato. Poi ci siamo separati e, dopo qualche anno, siamo tornati insieme”, spiega Katiuscia Mannai. Lavora, la donna, consegnando cibo e prodotti: “Ogni tanto faccio la rider, per quello che posso. Mio marito è operaio”. La coppia ha tre figli e, presto, nessuno di loro saprà come ripararsi la testa: “A dicembre la casa è stata acquistata da una donna che ha pagato 51800 euro. Il valore iniziale era di centosettantamila, se l’è presa ad un terzo del valore”. Nel mezzo ci sono tanti tentativi di raddrizzare la situazione: “Siamo arrivati a offrire all’acquirente cinquantamila euro più altri trentamila. Ha rifiutato sia perchè ha detto che per lei è un business, sia perchè pretendeva i trentamila euro entro un anno”.
Il campanello, molto presto, sarà premuto dall’ufficiale giudiziario: “Sarà il secondo tentativo che faranno per liberare la casa. Proveremo a resistere, non abbiamo un altro posto dove andare. Ciò che ci fa disperare di più”, prosegue, quasi all’unisono, la coppia, “è che la nuova padrona della casa ha conosciuto noi e, anche se lei dice che non è vero, quando è stata in casa si è accorta che avevamo dei figli piccoli”. A vuoto, purtroppo, anche i tentativi fatti con un avvocato: “Alla fine abbiamo dovuto pagare il suo onorario, più rate e cessioni del quinto. Ogni tentativo per non perdere la nostra casa è naufragato, ormai possiamo solo sperare in un miracolo”.


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