Parte la sfida per Cagliari: tra i nomi Chessa, Tocco, Comandini e Zedda

Discontinuità con la giunta Truzzu: per tenersi stretto il capoluogo il centrodestra dovrà presentarsi ai propri elettori prendendo le distanze dagli ultimi 5 anni di governo della città. E il centrosinistra, col vento in poppa dopo lo storico successo del 25 febbraio, non vuol farsi sfuggire l’occasione di riprendersi palazzo Bacaredda. Il punto sulle trattative. LEGGETE TUTTI GLI AGGIORNAMENTI NEL NOSTRO CANALE WHATSAPP, POTETE ISCRIVERVI QUI: https://whatsapp.com/channel/0029VaDRbof4NViftIrmuP0D


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Discontinuità con la giunta Truzzu. Il voto del 25 febbraio ha parlato chiaro: per cercare di tenere in pugno palazzo Bacaredda il centrodestra dovrà presentarsi alle prossime comunali prendendo le distanze dagli ultimi 5 anni di governo della città.
Mentre il centrosinistra, col vento in poppa dopo lo storico successo del 25 febbraio, forte del patto tra Pd e M5S, non vuol farsi sfuggire l’occasione di riconquistare palazzo Bacaredda, contando su un elettorato gasato e approfittando della crisi di consenso della destra in città, impegnata a ricomporre i cocci e ricostruirsi un’identità politica.
Il primo cittadino, sconfitto alle elezioni guiderà l’opposizione alla prossima giunta Todde in consiglio regionale e subito dopo la proclamazione (un mese circa) si dimetterà dalla carica, aprendo la strada a qualche mese di commissariamento che porteranno il capoluogo alle urne. E nel frattempo partono le trattative per le candidature.
Dopo il pesante ko il centrodestra rischia di esplodere e tutti gli accordi già stretti potrebbero saltare. E anche dal cambio ai vertici regionali di alcuni partiti potrebbero essere individuate nuove soluzioni.
La decisione finale arriverà dal tavolo nazionale, dove la Lega potrebbe fare la voce grossa, rinfacciare a Fdi la sconfitta in Regione e rivendicare il diritto di scegliere il candidato per Cagliari. Il nome che circola è quello di Alessandra Zedda, ora vicina al Carroccio dopo l’addio a Forza Italia, destinata però a un ruolo dirigenziale a Roma al Ministero dei Trasporti o addirittura a Palazzo Chigi. La Lega tuttavia ha visto crollare i propri consensi nell’Isola e potrebbe tentare di replicare a Cagliari il patto col Psd’Az, convergendo su un candidato sardista.
In pole ci sarebbe Gianni Chessa, confermato in consiglio, penalizzato però da un risultato inferiore alle attese nel capoluogo e dallo scontro aperto nel partito con il consigliere cagliaritano Nanni Lancioni, fedelissimo del governatore uscente Solinas. Quest’ultimo vorrà giocare un ruolo di primo piano nelle trattative cagliaritane, ma attende il pronunciamento dei giudici sul futuro alla guida della segretaria nazionale dei Quattro Mori dopo un esposto che lo ha accusato di incompatibilità con la carica.
C’è poi in piedi l’accordo tra Fdi e Riformatori. Questi ultimi avrebbero appoggiato la candidatura di Truzzu in Regione in cambio del sostegno del partito di Giorgia Meloni a Cagliari, ma il patto potrebbe essere messo in discussione dopo il ko alle regionali. Tuttavia il risultato dei Riformatori alle ultime elezioni è stato soddisfacente e restano così in ballo i nomi del consigliere regionale Umberto Ticca e del vicesindaco Giorgio Angius, entrambi però ritenuti molto legati all’amministrazione uscente del capoluogo. Altro nome che circola è quello del presidente cagliaritano di Federtennis Angelo Binaghi, vicino anche al ministro dell’Economia Giorgetti.
Anche Forza Italia ha ottenuto un buon risultato alle urne e l’addio di Cappellacci al coordinamento regionale, con l’arrivo di un nuovo coordinatore, potrebbe rilanciare le ambizioni del partito fondato da Berlusconi. Il presidente del consiglio comunale Edoardo Tocco non è entrato in consiglio regionale, ma avrebbe dichiarato ai propri sostenitori l’intenzione di scendere in campo.
C’è poi Giuseppe Farris che ha già annunciato la propria candidatura alla guida di un movimento civico ed è già in campagna elettorale da tempo. L’ex assessore al personale della giunta Floris, che ha messo sullo stesso piano la giunta Truzzu con quella di Zedda, mira a raccogliere il malcontento emerso nel centrodestra cagliaritano negli ultimi 5 anni. Presto definirà il programma al termine di una lunga campagna di ascolto mandata avanti sul territorio e ora ambisce a portare il centrodestra a convergere sul proprio nome.
A sinistra i nomi forti sono due. Uno è quello dell’ex assessore al Personale della giunta Zedda Danilo Fadda, sostenuto da consiglieri comunali e associazioni di centrosinistra, e l’altro è quello di Piero Comandini. Il segretario regionale del Pd ha ottenuto un buon risultato alle urne e conta sul patto del campo largo tra Pd e Movimento 5 Stelle che ha portato alla vittoria di Alessandra Todde alle ultime regionali. Potrebbe lasciare al consigliere gallurese Giuseppe Meloni la poltrona di presidente del consiglio regionale, candidarsi al Comune di Cagliari, anche con l’appoggio dei pentastellati ed eventualmente liberare il seggio all’ingresso in aula di Fabrizio Marcello, capogruppo Pd in città e primo dei non eletti tra i dem, bilanciando gli equilibri tra le diverse correnti del partito.
Sempre a sinistra c’è Massimo Zedda. L’ex sindaco ha annunciato da mesi disponibilità alla discesa in campo, ma potrebbe accettare un assessorato di peso nella giunta Todde. In campo, sempre a sinistra anche il giornalista Michele Pipia.


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