La Polizia di Stato ha portato a termine un’importante operazione contro la produzione di sostanze stupefacenti e il caporalato nelle campagne di Ottana, tre lavoratori extracomunitari segregati all’interno di un capannone per la lavorazione della sostanza stupefacente.
Lo scorso fine settimana, gli uomini del Commissariato di P.S. di Ottana, nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto della produzione e spaccio di sostanze stupefacenti predisposti dal Questore di Nuoro hanno portato a termine un ingentissimo sequestro di cannabis in due località agricole del Nuorese denunciando cinque giovani, trovati in possesso di circa 3 tonnellate di marjuana e 10.000 piante poste in essiccazione.
Durante le operazioni, gli Agenti del Commissariato hanno perquisito un casolare apparentemente abbandonato con finestre sbarrate e chiuso dall’esterno mediante catene e lucchetti, all’interno hanno trovato 3 persone di origine extracomunitaria (di cui uno diventato cittadino Italiano) intenti a lavorare i prodotti della cannabis.
I tre lavoratori erano costretti a lavorare in condizioni di totale isolamento senza vie di fuga e servizi igienici con l’unico compito di lavorare marijuana.
Le successive indagini hanno permesso di accertare che uno degli indagati gestiva i lavoratori segregati. Per quest’ultimo è scattata l’ulteriore denuncia per caporalato e sfruttamento lavorativo, a conferma di un sistema che univa il traffico di stupefacenti e gravi violazioni dei diritti umani e delle norme sulla sicurezza e dignità del lavoro.
La piantagione è stata sottoposta a sequestro, convalidato dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Nuoro che coordina le indagini, mentre i 5 uomini, sono stati denunciati in stato di libertà rispettivamente per produzione di sostanze stupefacenti e caporalato.
Il procedimento penale nei confronti degli indagati pende ancora nella fase delle indagini preliminari e la loro effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo.












