Ore di attesa con un’ischemia in corso: la notte di un uomo dimenticato al pronto soccorso
Una notte trascorsa su una sedia, mentre un’ischemia cerebrale era in atto. È quanto accaduto mercoledì al pronto soccorso del Policlinico, dove un uomo di 60 anni, con gravi patologie pregresse, è rimasto per ore in sala d’attesa senza assistenza adeguata, rischiando la vita.
L’uomo era stato trasportato in ambulanza in serata a causa di una pressione arteriosa molto elevata e di una improvvisa perdita della vista da un occhio, sintomi che fanno immediatamente pensare a un evento neurologico acuto. Il paziente, diabetico, cardiopatico e affetto anche da polimialgia reumatica, rientrava a pieno titolo tra i soggetti fragili che necessitano di particolare attenzione e monitoraggio.
Dopo una prima visita, però, è stato lasciato fuori dal pronto soccorso, nella sala d’attesa, dove è rimasto dalle 23 fino alle 9 del mattino successivo. Nove ore durante le quali l’ischemia cerebrale era in corso, senza che venisse garantita un’adeguata sorveglianza clinica. Un lasso di tempo critico, in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, o tra una guarigione e danni permanenti.
A rendere la vicenda ancora più amara è stato il racconto fatto dall’uomo ai familiari la mattina seguente. Stremato dalla lunga attesa notturna, aveva cercato di riposare distendendo le gambe su una sedia. Un gesto dettato dalla fatica e dal malessere, non certo da mancanza di rispetto. Eppure, durante la notte, sarebbe stato rimproverato da una guardia per non essere rimasto “seduto composto”.
La mattina successiva, grazie alle sollecitazioni della figlia Francesca e della zia della stessa, l’uomo è stato ricoverato in neurologia e si trova attualmente in condizioni critiche.











