Ventisei anni di reclusione, ridotti a 17 anni e 4 mesi per il ricorso al rito abbreviato: è la richiesta formulata dal pm di Cagliari Marco Cocco al termine dell’udienza per l’omicidio di Alessandro Cambuca, il 27enne ucciso con sei coltellate a ottobre 2024. Alla sbarra c’è Fabio Concas, 24 anni, attualmente detenuto nel carcere di Uta.
Alla richiesta dell’accusa si sono associate le parti civili, la famiglia è assistita dagli avvocati Carlo Demurtas, Laura Pirarba e Edoardo Delrio, che hanno chiesto anche una provvisionale di 50 mila euro per ciascun familiare. “Siamo soddisfatti della richiesta del pm, che rispecchia le risultanze delle indagini e la gravità del fatto. I nostri assistiti non chiedono una pena esemplare, ma una pena giusta, e le conclusioni dell’accusa vanno in questa direzione”, dice a Casteddu online l’avvocato Demurtas.
Di segno opposto la posizione della difesa: l’avvocato Franco Villa ha chiesto il riconoscimento della parziale incapacità di intendere e di volere dell’imputato e la concessione delle attenuanti generiche. Il giudice ha rinviato l’udienza al 24 febbraio per le repliche e la lettura della sentenza.
Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, Cambuca è stato colpito con cinque coltellate al torace e una al collo, come stabilito dall’autopsia. L’omicidio è avvenuto in un’abitazione di Assemini dove la vittima e Concas, amici di lunga data, stavano trascorrendo la notte con altre persone dopo la festa di Santa Greca a Decimo.
Gravemente ferito, il 27enne avrebbe tentato di chiedere aiuto bussando alle porte delle altre stanze, riuscendo anche a raccontare di essere stato accoltellato da Concas. L’aggressore è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri a Cagliari e arrestato. Cambuca, invece, è morto alcune ore più tardi all’ospedale Brotzu, circondato dai familiari e dalla compagna, incinta del loro terzo figlio.












