Olbia, blitz artistico post alluvione. Ma il Comune toglie i manifesti

Duecento fotografie per le strade della città, per ricordare la devastazione del Ciclone Cleopatra: il Comune ha disposto la loro rimozione


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I segni della devastazione sono ancora evidenti. La paura di quelle terribile ore del 18 novembre vivono ancora in ogni scorcio. Basta un oggetto della casa a descriverne il terrore. Una cassetta della posta in cui non si legge più il nome del destinatario, un passaporto chiuso in un cassetto, ma finito nell’acqua e distrutto. Piccoli oggetti, piccoli dettagli, per non dimenticare la grande sofferenza di chi, ad Olbia, ha visto coi proprio occhi la distruzione provocata dall’alluvione.

E così, gli abitanti di una delle aree più colpite dal ciclone Cleopatra, si sono fatti immortalere da un fotografo – che ha preferito rimanere anonimo – per emergere da ciò che non deve restare sepolto. Nella notte ha così preso vita un vero e proprio “blitz artistico” tra le strade centrali di Olbia, che è stato possibile grazie ad una colletta tra i cittadini stessi. Duecento stampe in tutto, venti i volti che raccontano il post-alluvione. Venti facce, venti vite sconvolte.

Il progetto “Exposed” ha colto tutti di sorpresa, forse anche il Comune, che ha provveduto all’immediata rimozione, stamattina, delle fotografie per le strade. Probabilmente erano state affisse senza alcuna autorizzazione, ma di sicuro hanno centrato il loro obiettivo: attirare l’attenzione su ciò che non deve essere dimenticato, per evitarne il ripetersi.


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