Nuovo stadio, Farris: “Il nome non si vende. Difendiamo la memoria di Gigi Riva”
Il nuovo stadio del Cagliari non è solo una questione di cemento, conti e tempi amministrativi. È una scelta che parla di identità, memoria e rispetto delle decisioni istituzionali. È su questo terreno che interviene oggi di nuovo e con forza Giuseppe Farris, consigliere di Civica 2024.
Farris chiede chiarezza e tempi certi. Se davvero si vuole arrivare alla realizzazione del nuovo stadio, sostiene, la Giunta Zedda deve portare al più presto in Consiglio comunale il Piano Economico Finanziario presentato dal proponente ormai da due mesi. Un documento che, a suo giudizio, lascia ancora troppe domande aperte.
Tra i punti più critici, il consigliere segnala la previsione contenuta nel PEF relativa alla cessione dei diritti di denominazione del nuovo stadio a Unipol. Un passaggio che, secondo Farris, collide frontalmente con una scelta politica già compiuta dal Consiglio comunale.
Il 21 marzo 2023, infatti, l’aula ha approvato all’unanimità una mozione che stabilisce di intitolare il nuovo stadio a Gigi Riva. Una decisione non simbolica né frettolosa, adottata solo dopo aver ricevuto il consenso dello stesso Riva, che ringraziò pubblicamente la città.
“Nessuna preclusione verso gli sponsor”, chiarisce Farris, “ma il nome dello stadio non può diventare un dettaglio commerciale”. Per il consigliere, la denominazione dell’impianto rappresenta un atto di profondo valore culturale e identitario. Racconta chi siamo, racconta la parte migliore di Cagliari e della Sardegna.
Il nome di Gigi Riva, sottolinea, è una storia che attraversa le generazioni, capace di arrivare intatta anche a chi non ha mai visto giocare il Rombo di Tuono. È un simbolo che unisce la città e l’isola intera, ben oltre il calcio.
Lo stadio, quando sarà realizzato, dovrà appartenere a Cagliari e alla Sardegna non solo sul piano urbanistico, ma anche su quello della memoria collettiva. Per questo Farris chiede coerenza tra gli atti politici e i documenti economici, senza ambiguità o scorciatoie.
Difendere la memoria di Gigi Riva, conclude il consigliere, significa rispettare una decisione unanime del Consiglio comunale e riaffermare che esiste un solo nome capace di unire davvero Cagliari e la Sardegna. Un nome che non si vende e non si contratta.











