“Todde allergica ai sardi importa manager e mortifica le eccellenze dell’isola”: polemico Sorgia dopo la nomina alla sanità di Schael.
“La Presidente Todde, nel suo doppio ruolo di Governatrice e Assessore alla Sanità ad interim, conferma purtroppo una preoccupante tendenza: una vera e propria ‘allergia’ alle competenze sarde.
La nomina di Thomas Schael non è solo discutibile per il curriculum recente del manager, segnato dal fallimento in Piemonte, ma rappresenta l’ennesimo schiaffo ai tanti professionisti, medici e dirigenti della nostra Isola che vengono sistematicamente ignorati”.
È un attacco frontale quello del consigliere regionale Alessandro Sorgia, che punta il dito contro la gestione delle nomine in sanità.
“Sembra che per il Campo Largo la competenza finisca oltre il Tirreno”, prosegue Sorgia.
“È inaccettabile che, per guidare la sanità sarda in un momento così drammatico, si debba ricorrere all’importazione di figure che, appena pochi mesi fa, sono state letteralmente scaricate da altre Regioni per ‘incompatibilità ambientale’ e forti scontri sindacali. La Sardegna non può diventare il paracadute per manager in cerca di rilancio dopo aver fallito altrove”.
“La domanda sorge spontanea: possibile che in tutta la Sardegna non esistano profili all’altezza? Possibile che i nostri dirigenti, formati nelle nostre università e che conoscono a menadito le criticità dei nostri ospedali, non siano mai degni di considerazione? Questa esterofilia a tutti i costi suona come una sfiducia preventiva verso i sardi”.
“Mentre i nostri medici e infermieri fuggono all’estero o nel privato perché non valorizzati – incalza Sorgia – la Presidente Todde importa un Direttore Generale che a Torino si è distinto per aver vietato il camice in mensa e per aver collezionato condanne per condotta antisindacale.
Una scelta che mortifica le intelligenze locali e rischia di importare modelli di scontro che la nostra sanità, già fragile, non può permettersi”.
“La Presidente Todde – conclude il consigliere – dimostri di avere fiducia nella sua terra non solo a parole durante la campagna elettorale, ma nei fatti. Smetta di guardare al ‘continente’ come unica fonte di salvezza e inizi a valorizzare le risorse umane che abbiamo in casa. I sardi non hanno bisogno di commissari esterni ‘bocciati’ al nord, ma di rispetto e competenza”.
“La Presidente Todde – incalza il consigliere – deve spiegare ai sardi e soprattutto al personale sanitario della nostra regione, che già opera in condizioni critiche, perché ha scelto un profilo che diversi sindacati medici hanno salutato con sollievo al momento del suo addio a Torino, parlando di ‘diritti calpestati’ e ‘affronti ai medici’.
La Sardegna non è una discarica per manager che hanno fallito altrove, né un laboratorio per esperimenti gestionali basati sullo scontro e sull’autoritarismo”.













