Carburante oltre i due euro e almeno 45 euro in più al mese per la spesa: sono i devastanti effetti che si abbattono sulle famiglie in Sardegna e nel resto d’Italia a causa della guerra. Gli effetti della crisi internazionale e delle tensioni di guerra in Medio Oriente iniziano a farsi sentire in modo concreto in Sardegna, dove è già certificato che si pagano le bollette elettriche più care d’Italia, e nel resto d’Italia, con ricadute dirette sul costo della vita.
Negli ultimi giorni i prezzi dei carburanti hanno registrato un nuovo balzo in avanti. In molte regioni il gasolio self service ha ormai superato stabilmente i due euro al litro, mentre la benzina si colloca mediamente tra 1,78 e 1,82 euro. Un aumento rapido, che nel caso del diesel ha superato il 6% nel giro di pochi giorni, raggiungendo i livelli più alti degli ultimi mesi. Il rincaro dei carburanti si riflette inevitabilmente su tutta la filiera dei trasporti e della distribuzione delle merci. Il gasolio resta infatti il principale carburante utilizzato per il trasporto su gomma, con effetti immediati sui prezzi dei prodotti alimentari e dei beni di largo consumo.
Secondo le stime economiche, entro la fine di marzo i prezzi degli alimentari potrebbero aumentare tra lo 0,5% e l’1,5%, con rincari più evidenti per ortofrutta, latte e latticini, carne e prodotti da forno. Per le famiglie il risultato è un nuovo colpo al bilancio domestico: la spesa mensile potrebbe crescere fino a 45 euro in più, mentre su base annua l’aumento complessivo dei costi rischia di superare diverse centinaia di euro.
Se le tensioni geopolitiche dovessero proseguire, avvertono gli analisti, la pressione sui prezzi dell’energia potrebbe continuare anche nei prossimi mesi, alimentando ulteriormente l’inflazione e rendendo sempre più pesante il conto per i consumatori.