Norme anti Covid-19, Ordine Ingegneri: “Serve chiarezza interpretativa e sostegno”

L’OIC chiede sostegno alla categoria e che vengano fornite interpretazioni univoche a decreti e ordinanze in modo da consentire, specialmente ai colleghi impegnati in attività strategiche per il contrasto al diffondersi della pandemia e l’approvvigionamento di beni essenziali per la collettività, di lavorare senza preoccupazioni

Fare chiarezza sulla situazione normativa attuale attraverso circolari esplicative mirate, agevolare il lavoro dei colleghi impegnati in attività fondamentali per contrastare la diffusione del Corona virus fornendo una interpretazione univoca del quadro normativo vigente sul territorio, sostenere i liberi professionisti dimenticati dai decreti nazionali. L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari ha inviato questa mattina una nota al presidente della Regione Christian Solinas e al prefetto di Cagliari Bruno Corda, per specificare, punto per punto, le richieste dei 6505 ingegneri iscritti rispetto ai chiarimenti necessari per portare avanti la loro attività professionale nel corso della crisi causata dal diffondersi dell’epidemia di Covid-19.

Nel susseguirsi dei decreti e ordinanze – si legge nel testo –, le note interpretative dei Ministeri e della Regione non hanno univocamente chiarito alcuni aspetti di fondamentale importanza per la categoria professionale degli ingegneri. Come noto alle spettabili autorità in indirizzo, gli ingegneri si trovano impegnati in molte delle attività strategiche per garantire il contrasto alla diffusione dell’infezione da Coronavirus, ovvero, tra i diversi compiti, anche sul fronte della progettazione e direzione di infrastrutture e strutture indispensabili per l’approvvigionamento dei beni essenziali e per la cura dei nostri concittadini”.

Tale nota, che fa seguito ad una generale precedentemente inviata dalla Rete delle Professioni Tecniche della Sardegna, contiene una lista di 18 punti: i primi cinque incentrati sulle norme da chiarire, i restanti contenenti richieste dirette a sostenere il settore.

Tra i punti iniziali c’è la richiesta di emanazione di direttive interpretative in materia di sospensione dei cantieri non strategici, che non può essere lasciata all’iniziativa e interpretazione del singolo tecnico, la conseguente gestione degli oneri, e il prosieguo delle attività professionali in modalità “lavoro agile”.

Rispetto alle misure di sostegno alla professione, invece, si chiede tra le altre cose di annullare la sospensione dei tirocini presso gli studi professionali (che possono proseguire a distanza), di prorogare le scadenze degli affidamenti di maggiore entità e dei concorsi, di individuare procedure alternative all’effettuazione dei sopralluoghi obbligatori, di prevedere procedure emergenziali per l’acquisizione di autorizzazioni e pareri per progetti in campo sanitario e ospedaliero, infrastrutturale e strategico. Si richiede infine di prevedere sussidi a favore dei liberi professionisti non assistiti dai decreti nazionali e di prorogare o sospendere i termini dei finanziamenti regionali, statali e comunitari, ivi compresi eventuali mutui contratti, a beneficio delle amministrazioni locali o di imprenditori privati, in particolare quanto relativo al raggiungimento dell’OGV, all’ultimazione dei lavori, servizi e forniture, al rilascio dei certificati di collaudo o di regolare esecuzione, alla rendicontazione degli interventi, ecc.


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