Nieddu: “La mia sanità per la Sardegna: borse di studio, giù liste d’attesa, guardie mediche e incentivi ai medici per zone disagiate”

L’assessore in conferenza stampa con il presidente Solinas, il commissario Ats Temussi e il dg Tidore, elenca gli interventi fatti e annuncia quelli in programma. I medici che rifiuteranno la sede, non saranno ripescati ma dovranno rifare il concorso. Undici milioni al comparto privato per rafforzare il sistema, 66 concorsi banditi per 799 posti

“Mettiamo a disposizione 13 milioni di euro come incentivo per i medici che andranno a operare nelle sedi cosiddette disagiate, interne e particolarmente isolate. Abbiamo anche cambiato la normativa: chi rifiuta una sede non potrà più restare in attesa di una nuova chiamata, ma viene automaticamente escluso dalle graduatorie e dovrà fare un nuovo concorso”. L’ha detto l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, nella conferenza stampa con il presidente della regione Christian Solinas sullo stato della sanità in Sardegna.

Grande impegno, assicura Nieddu, anche per potenziare l’assistenza, incrementare il volume delle attività ambulatoriali ospedaliere e territoriali e ridurre i tempi d’attesa necessari per l’accesso alle prestazioni da parte dei cittadini. la giunta ha stanziato 20 milioni di euro da destinare alle prestazioni aggiuntive, con l’obiettivo di estendere gli orari d’attività degli ambulatori, ipotizzando anche prestazioni nei fine settimana. Il piano, che non si è mai fermato, ha dovuto fare i conti con lo stop delle attività programmate che ha caratterizzato, in modo particolare, la prima fase dell’emergenza Covid. Problema che si è poi riproposto con la recrudescenza della pandemia nelle fasi successive. Per rafforzare l’azione complessiva, sono stati stanziati anche 11 milioni per il comparto sanitario privato convenzionato.

“Abbiamo avuto la necessità di chiedere a Roma specifiche deroghe per rispondere, in modo particolare, alla diffusa carenza di medici specializzati”, ha spiegato Nieddu. “Le Usca, Unità speciali costituite per l’assistenza territoriale ai pazienti Covid, hanno portato a un’insormontabile carenza di medici di continuità assistenziale da destinare alle guardie mediche, divenuto ancora più evidente nel periodo estivo con l’apertura delle guardie mediche turistiche. Abbiamo chiesto al governo di poter istituire punti di guardia medica dalle 8 alle 20 laddove non sono presenti”.

E’ stato inoltre implementato il fascicolo sanitario elettronico, sono stati stanziati 141 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico e gli interventi in edilizia sanitaria degli ospedali e delle strutture territoriali della Sardegna”.

Particolarmente a cuore sta a Nieddu il tema delle borse di studio:  “Intanto le borse di studio, abbiamo stanziato 30 milioni per 253 borse nelle scuole di specializzazione medica e non medica: quando nel 2019 ci siamo insediati, ne abbiamo trovate attive appena 29”, ha detto. Poi, il personale. “La giunta ha approvato un piano con l’obiettivo di rispondere nel triennio 2021-2023 al fabbisogno delle aziende del sistema sanitario regionale, riequilibrando la forza lavoro in uscita, e potenziando gli attuali organici, prevedendo un saldo positivo di 2.081 unità. Tra il 2021 e il 2023 sono 3.046 i dipendenti del sistema sanitario regionale che andranno in pensione, tra personale sanitario, tecnico, amministrativo e professionale. Con la riforma sanitaria – ha spiegato Nieddu – si passerà da un organico di 14.284 unità a 15.763 a fronte di 2.245 cessazioni”. Sono 66 i concorsi programmati per 799 posti complessivi a tempo indeterminato tra personale sanitario, tecnici e amministrativi delle aziende sanitarie. Le procedure sono state avviate per 62 concorsi di cui 25 già conclusi per un totale di 191 posti.

Infine, per garantire assistenza ai bambini di Calasetta, Bosa e Arzachena sarà abbassato il numero minimo di bambini da 0 a 6 anni per ciascun pediatra.


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