Nicolò, ex cameriere di Cagliari: “Niente cassa integrazione e addio al contratto annuale”

Non tutti i ristoranti, in città, hanno riaperto. Nicolò Mendoza, 20 anni, è tra i camerieri che non ha ancora visto un centesimo di aiuti: “Ho provato anche col bonus da 800 euro, solo promesse. Dovrò ricominciare daccapo con qualche mese di prova, chissà come andrà”

Ci sono ristoranti, a Cagliari, che non hanno ancora riaperto. Più di una cucina è ancora ferma, nel capoluogo sardo, e anche quella del locale nel quale ha lavorato, sino a poche settimane fa, Nicolò Mendoza, 20enne cagliaritano. Il ruolo? Cameriere, “e contratto annuale assicurato”. Poi, la crisi del Coronavirus e il lockdown. Uno stop che, di riflesso, ha colpito in pieno anche lui: “Il ristorante nel quale lavoravo non sa ancora quando riaprirà, c’è molta incertezza. Ho preso la decisione di rinunciare agli ultimi tre mesi di contratto annuale che mi spettavano, purtroppo, anche perchè non ho ricevuto ancora nessun soldo della cassa integrazione. Lavoro da qualche anno, appena ho trovato un’occupazione ho lasciato la scuola, facevo l’Alberghiero”, spiega il giovane. “Ho cercato anche di ottenere gli ottocento euro della Regione, facendo richiesta attraverso il Comune, ma nulla, alla fine sembra che siano state tutte solo promesse”.

Tra qualche settimana, Mendoza inizierà una nuova avventura lavorativa in un latro locale: “Stavolta sarà un albergo, sarò in prova per tre mesi e poi, se tutto sarà andato per il meglio, potrebbero farmi un contratto. Non voglio stare fermo e girarmi i pollici, in questo momento anche i miei genitori non stanno lavorando”.


In questo articolo: