Mulinu Becciu, ecco perchè la chiamano ancora “periferia”

La vera storia del quartiere di diecimila abitanti, raccontata da Seregio Atzeni

di Sergio Atzeni

Il quartiere di Mulinu Becciu: ecco perché lo chiamano “periferia”.

Mulinu Becciu, 10 mila abitanti circa, è in periferia rispetto al centro di Cagliari, periferia però non vuol dire degrado ma solo lontananza dal centro.

La sua fama non è stata delle migliori solo perché negli anni ‘70 nacque come primo stanziamento di case economiche popolari, seguite poi da un palazzo da tutti chiamato “Case parcheggio”dove i senza tetto dovevano essere alloggiati provvisoriamente: invece rimasero lì in pianta stabile. Contribuì alla sua non buona fama anche un campo di zingari ai margini del quartiere, oggi chiuso, e un altro stanziamento di case popolari in via Gherardo delle Notti. Si rischiava così di creare un ghetto sulla falsariga di Sant’Elia.

Spesso agli onori della cronaca nera per colpa di pochi come conseguenza si è conquistato una fama non proprio positiva tra i cagliaritani lontano dalla realtà del quartiere.

Per fortuna però in quel rione furono costruiti in seguito dei palazzi in cooperativa residenziale di buon livello dove vi trovarono la loro residenza ideale imprenditori, funzionari, liberi professionisti, dipendenti pubblici, risultato: nacque un insediamento con strade larghe,silenzioso e con zone verdi tutto sommato sufficienti rispetto ad altri quartieri cagliaritani.

Il verde, come detto è formato, da un grande giardino costruito di recente in via Brotzu è da quello più piccolo all’angolo con via Asquer, quello di piazza delle Muse, di via Tiepolo e di via Crespellani. Tra breve si aggiungerà un nuovo spazio verde in via Beato Angelico. Certo il Comune non ha previsto servizi sufficienti e dei moderni centri commerciali che quindi mancano. A questo si sopperisce con il vicino quartiere selargino di Su Planu che offre 3 centri commerciali, 3 supermercati, 3 banche e soprattutto l’ufficio postale. Tutti i servizi che i residenti a Mulinu Becciu data la contiguità sfruttano.

Importante la vicinanza all’ospedale Brotzu, alla sede centrale di Abbanoa, al colle di San Michele, al cimitero di San Michele e soprattutto all’aeroporto.

Mulinu Becciu è anche un quartiere di transito perché la sua strada principale, via Brotzu, collega la zona di viale Elmas, viale Monastir e aeroporto con i quartieri di Pirri e quelli di San Michele e Is MIrrionis. Hanno sede a Mulinu Becciu la facoltà di odontoiatria dell’Università di Cagliari, il Crfp, Centro Regionale di Formazione Professionale (ex Cisapi), una sede dell’Ersu, Il comando della polizia Municipale. Vi operano oltre un Grande Hotel, anche due case nobiliari dell’800 che offrono servizi di ristorazione per grandi eventi. Scuole elementari e medie, una scuola calcio, il palazzetto del tennis tavolo e una moderna Parrocchia, che è anche centro di aggregazione per giovani e anziani, completano i servizi che offe il quartiere.

Certo non sono solo rose e fiori perché per esempio gli uffici della circoscrizione sono stati chiusi e accorpati a quelli di Is Mirrionis lontani dal quartiere, manca l’ufficio postale e chissà se il Comune esaudirà le richieste di parte dei residenti per la creazione nell’ex circoscrizione di uno spazio di coworking. cioè un ambiente di lavoro aperto e dinamico per dare opportunità di condividere aeree di lavoro a imprese, professionisti e singoli cittadini.

Oggi sono in corso i lavori per il rifacimento dei marciapiedi, sono finanziati quelli per la creazione di una rotatoria e quindi l’eliminazione del semaforo, tra via Brotzu e via Pier della Francesca e la sistemazione di quest’ultima strada con la creazione di marciapiedi e parcheggi..

Per il futuro è annunciato la costruzione di un innesto sulla 554 proprio alla fine di via Pier della Francesca che può dare ancora più “centralità di transito” a tutto il quartiere senza snaturarne le su peculiarità. Quindi se il quartiere di Mulinu Becciu lo chiamate “periferia” non bisogna attribuire alla parola un significato negativo ma solo quello di “zona lontana dal centro” e pertanto residenziale che offre tranquillità, strade larghe e traffico limitato: ricordiamoci che le pecore nere esistono dappertutto e non bastano certo a etichettare un’intera zona.


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