Pochi incassi e disagi infiniti, il rifacimento della strada va a rilento. Scatta la protesta contro la gestione del cantiere: “È una situazione che purtroppo sta danneggiando un’azienda che ha diciannove dipendenti assicurati, con un regolare busta paga e la gente pensa che siamo chiusi”.
Dopo anni di protesta per le buche immense che inghiottivano gli automobilisti che transitavano in via Cesare Cabras, da settimane sono partiti i lavori per il rifacimento totale della principale arteria di collegamento con Cagliari e tutto l’hinterland. Dopo un avvio lampo, i lavori sono rallentati parecchio. Via gli alberi storici, ma il resto procede “a passo di lumaca”. Anche i cittadini lamentano di essere “imprigionati in casa” e notano poco movimento da parte di ruspe e operai in strada. Una situazione fotocopia a viale Trieste di Cagliari, dove commercianti e residenti hanno subito i disagi per ben due anni. Le tempistiche previste in questo caso, sono nettamente inferiori, ma non i problemi.
Simone Murgia, titolare di una nota pizzeria, ha espresso lo sconforto tramite un post Facebook che, in poche ore, ha raccolto decine di commenti e centinaia di like.
Sentito dalla redazione di Casteddu Online, ha espresso: “Io ci tengo a precisare che la mia posizione non è un una lamentela nei confronti di chi sta lavorando e nei confronti dell’amministrazione, ma la gestione di questo cantiere in un’arteria così importante come Via Cesare Cabras è alquanto anomala.
È un’azienda che fattura oltre un milione di fatturato registrato e nei bilanci e fa male sapere e vedere che le persone pensino che noi siamo chiusi. Ho chiesto una gestione in merito alla sicurezza nei parcheggi del piazzale della Pace perché, comunque, i clienti hanno timore, hanno paura di lasciare incustodita la propria macchina. In tanti hanno preso il mio post hanno per andare contro l’amministrazione e questo mi dispiace, sicuramente grazie anche al mio post si ha la possibilità di avere ancora più forza nei confronti dell’azienda appaltatrice, per evidenziare che sta creando disagio.
In due mesi, praticamente, sono stati tagliati gli alberi e rilevato che non vi sono residui bellici”.












