Monserrato, i carabinieri e la svolta sul delitto Mocci: “Nicholas Minio è fortemente indiziato di essere il quarto complice dell’omicidio”.Ecco come si è arrivati all’arresto di oggi del 22enne, i carabinieri parlano di gravi indizi nei suoi confronti. La vittima attirata con un pretesto, poi l’imboscata: uno dei malviventi lo ha ucciso. In carcere restano altre tre persone, tra cui i fratelli Tunis. Ma oggi gli inquirenti sono davvero certi di avere chiuso il cerchio sui componenti della banda.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cagliari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne residente a Monserrato, già noto alle Forze di Polizia. Il giovane è gravemente indiziato di essere il quarto presunto responsabile, in concorso con altri tre soggetti già arrestati lo scorso maggio, della rapina aggravata sfociata nel tragico omicidio avvenuto nella notte del 23 aprile in Monserrato. Il drammatico episodio si era consumato quando la vittima, insieme a un amico, sarebbe caduta in una vera e propria imboscata. Attirati, secondo l’ipotesi allo stato formulata, con il pretesto di una cessione di stupefacente per diverse migliaia di euro, i due si erano recati sul luogo dell’appuntamento. Mentre il conducente attendeva a bordo dell’auto, l’amico sarebbe stato improvvisamente aggredito da un gruppo di persone con il volto travisato, che sotto la minaccia di una pistola lo avrebbero percosso, costringendolo a gettare a terra il denaro. Accortosi dell’aggressione, il conducente sarebbe sceso dal veicolo per prestare soccorso, ma uno dei malviventi avrebbe esploso al suo indirizzo un colpo di arma da fuoco. Il proiettile lo ha colpito mortalmente al torace, mentre i rapinatori sarebbero fuggiti con il bottino. Se le prime indagini avevano rapidamente portato all’arresto del presunto organizzatore dell’incontro e di due fratelli residenti nell’hinterland cagliaritano, il minuzioso lavoro investigativo dei Carabinieri non si è mai fermato, concentrandosi sull’individuazione del quarto presunto complice. Lo sviluppo ulteriore è arrivato incrociando i dati emersi dalle indagini, dall’analisi certosina dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, dalle testimonianze e dai tabulati. L’Autorità Giudiziaria, valutata la gravità e la concordanza degli indizi di colpevolezza raccolti, ha quindi disposto la misura cautelare in carcere, contestando all’odierno arrestato i reati di rapina aggravata e omicidio in concorso. Una volta terminate le formalità di rito in caserma, il giovane è stato condotto presso la Casa Circondariale di Uta, dove rimarrà in attesa dell’interrogatorio. L’operazione odierna si inserisce nel più ampio e costante sforzo della Magistratura e dell’Arma dei Carabinieri volto a garantire la sicurezza del territorio e a reprimere con la massima fermezza i reati particolarmente efferati, attraverso l’attenta combinazione di un capillare controllo del territorio, dell’attività investigativa tradizionale e delle più sofisticate tecniche di indagine scientifica.












