Monastir, accoltellamento e sassi contro la polizia, cronaca di una tragedia annunciata: “Si intervenga subito prima che ci scappi il morto”.
A sole poche ore dai continui e numerosi allarmi lanciati dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) e dal suo segretario provinciale Rosario Trovato sulle criticità esplosive del centro di accoglienza di Monastir, la realtà ha drammaticamente confermato quanto era ovvio aspettarsi.Questa notte, intorno all’una, l’ennesima violenta rissa all’interno del CAS è culminata. nell’accoltellamento di un ospite della struttura. Per sfuggire agli aggressori, il ferito si è rifugiato verso le poche forze dell’ordine presenti sul posto. La reazione del gruppo è stata immediata e violenta: una sassaiola si è abbattuta contro il personale di servizio, danneggiando un’auto della Polizia e un container adibito a ufficio.
“Siamo all’assurdo e al limite della sopravvivenza” – dichiara Trovato. “Da mesi denunciamo la follia di un sistema che vede oltre 800 migranti stipati in un impianto privo di reali divisioni strutturali tra CAS e Hotspot, presidiato unicamente da un’esigua manciata di poliziotti. I colleghi sono came da macello in una vera e propria zona franca dominata da illegalità, armi improprie e soggetti pericolosi che si rifugiano nel centro dopo aver commesso reati all’esterno”.
II SAP ribadisce come la struttura violi palesemente le più elementari norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08), esponendo i poliziotti a pericoli quotidiani che possono degenerare in tragedia.
“Non aspetteremo che ci scappi il morto per vedere un intervento concreto. Chiediamo la separazione fisica e immediata tra le strutture, l’invio contingente di rinforzi straordinari e annunciamo che siamo anche pronti a depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari affinché vengano accertate tutte le responsabilità di questa fallimentare e pericolosa gestione”.
A sole poche ore dai continui e numerosi allarmi lanciati dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) e dal suo segretario provinciale Rosario Trovato sulle criticità esplosive del centro di accoglienza di Monastir, la realtà ha drammaticamente confermato quanto era ovvio aspettarsi.Questa notte, intorno all’una, l’ennesima violenta rissa all’interno del CAS è culminata. nell’accoltellamento di un ospite della struttura. Per sfuggire agli aggressori, il ferito si è rifugiato verso le poche forze dell’ordine presenti sul posto. La reazione del gruppo è stata immediata e violenta: una sassaiola si è abbattuta contro il personale di servizio, danneggiando un’auto della Polizia e un container adibito a ufficio.
“Siamo all’assurdo e al limite della sopravvivenza” – dichiara Trovato. “Da mesi denunciamo la follia di un sistema che vede oltre 800 migranti stipati in un impianto privo di reali divisioni strutturali tra CAS e Hotspot, presidiato unicamente da un’esigua manciata di poliziotti. I colleghi sono came da macello in una vera e propria zona franca dominata da illegalità, armi improprie e soggetti pericolosi che si rifugiano nel centro dopo aver commesso reati all’esterno”.
II SAP ribadisce come la struttura violi palesemente le più elementari norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08), esponendo i poliziotti a pericoli quotidiani che possono degenerare in tragedia.
“Non aspetteremo che ci scappi il morto per vedere un intervento concreto. Chiediamo la separazione fisica e immediata tra le strutture, l’invio contingente di rinforzi straordinari e annunciamo che siamo anche pronti a depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari affinché vengano accertate tutte le responsabilità di questa fallimentare e pericolosa gestione”.
Tags: monastir









