Michele, dipendente al Binaghi: “In guerra col Covid, senza aumenti da 10 anni: siamo in crisi”

Lo sciopero dei lavoratori pubblici ha radunato, soprattutto, chi opera nella sanità. Michele Murroni, 61 anni: “Dipendente nel servizio farmaceutico dell’ospedale, il mio stipendio è ancora troppo basso rispetto alla media europea: il Governo deve aumentarlo”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Il problema è datato, la protesta, l’ennesima, è freschissima. Nel giorno in cui scioperano i dipendenti pubblici, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, in prima linea ci sono i lavoratori della sanità. A Cagliari, in piazza del Carmine, c’era anche Michele Murroni, 61 anni: “Lavoro dal 1983, da tre anni sono nel servizio farmaceutico del Binaghi”. Anche lui batte principalmente su un punto, l’aumento dello stipendio: “Mi sembra doveroso, dopo l’entrata dell’Euro e dieci anni senza nuovi contratti, è abbastanza basso rispetto alle altre nazioni europee La sanità è stata rovinata col turnover e la mancata assunzione di personale. E, ora che è scoppiata la pandemia Covid, ci siamo trovati impreparati, i disagi che paghiamo sono doppi”, afferma. E le entrate, invece, sono sempre le stesse. “Comprendo che ci siano tante criticità”, afferma Murroni, “però quando serve un impiegato o quando qualcuno sta male serve avere a disposizione il personale medico. Ora, col Covid, il personale è in guerra, ogni giorno ci sono morti, è un bollettino spaventoso”.

 

“Faccio 36 ore e sono fortunato, tra virgolette, perchè sto in un ufficio, ma chi lavora nelle corsie è maggiormente penalizzato. I nostri stipendi sono tra i più bassi d’Europa, sono troppo bassi. Siamo in crisi e il Governo deve capire che l’aumento dello stipendio serve per far rialzare tutta l’economia”.


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