Meridiana lascia l’aeroporto di Cagliari? “Duro colpo al turismo”

Sempre più insistenti le voci di un addio. Tocco: la Regione eviti questo nuovo dramma dei trasporti e dell’occupazione

<<Occorre necessariamente garantire i voli verso gli scali minori e allontanare un ulteriore ridimensionamento al personale già impegnato in una difficile vertenza>>. Così il consigliere regionale Edoardo Tocco (FI) stoppa la ritirata di Meridiana dall’aeroporto di Cagliari. Una pista che appare ormai accertata. Lo stop ai collegamenti potrebbe diventare realtà già da ottobre, visto che dal sito del vettore olbiese  è possibile effettuare prenotazioni solo fino al 30 settembre. Con la fuga della società dell’Aga Khan dallo scalo cagliaritano si andrebbe a generare un vuoto sui voli per Bologna, Napoli, Torino e Verona. E lo spauracchio è di nuove ricadute negative sull’occupazione. Da qui la preoccupazione del consigliere regionale, in prima linea nella salvaguardia della continuità territoriale – con uno sguardo attento verso le rotte minori – e nella difesa dei posti di lavoro all’interno della compagnia. <<La Regione – sottolinea Tocco, che sulla questione presenterà un’interrogazione urgente – deve assolutamente scongiurare l’esodo di Meridiana, un ripiegamento che potrebbe determinare un risiko di dimensioni smisurate sulle rotte minori e delle scelte dolorose per il personale che opera nello scalo di Cagliari – Elmas. Si cerchino di attivare delle alleanze economiche solide, con la ricerca di un partner affidabile, per dare supporto all’azienda ed evitare questo disastro, anche dal punto di vista dell’immagine per la Sardegna>>. Non basta. L’esponente degli azzurri sollecita la giunta Pigliaru ad una proroga delle tratte della continuità territoriale bis. <<Anche perché, con la ritirata di Meridiana, si prefigura la difficoltà a raggiungere delle mete importanti come Bologna, Napoli, Torino e Verona, andando a moltiplicare le prenotazioni verso Roma e Milano già congestionate. Sarebbe – osserva Tocco – un ulteriore isolamento per i sardi e un colpo duro per il comparto turistico. Senza tralasciare il fatto che gli stessi emigrati isolani si troverebbero a rinunciare al rientro periodico in Sardegna>>.   


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