Marcias alla guida del Brotzu, cuore della sanità sarda: Gianfranco Angioni (USB Sanità) – reparti e pronto soccorso sotto pressione, servono subito assunzioni straordinarie.
«La continuità oltre che auspicata era una scelta necessaria, e la nomina di Maurizio Marcias, già Commissario Straordinario, rappresenta un segnale importante. Ma ora servono fatti, immediati e concreti», dichiara Gianfranco Angioni, referente aziendale USB Sanità. «L’ARNAS Brotzu non può più permettersi ritardi o ambiguità: pazienti e lavoratori devono tornare al centro delle decisioni, garantendo servizi realmente efficienti e condizioni di lavoro sicure».
Secondo Angioni, «il 2026 deve aprirsi con interventi strutturali urgenti per affrontare la cronica carenza di personale e l’emergenza delle liste d’attesa, che continuano a gravare pesantemente sull’intero sistema sanitario. Un passo avanti è la predisposizione dei progetti aziendali sull’abbattimento delle liste d’attesa, ma non è sufficiente fare ricorso alle sole prestazioni aggiuntive se non vengono garantiti contestualmente posti letto disponibili, soprattutto per l’attività chirurgica. Senza un’adeguata capacità di ricovero, qualsiasi intervento sulle liste d’attesa è destinato a fallire. Servono stabilizzazioni immediate, nuove assunzioni, una programmazione coerente e una gestione più efficiente delle risorse strutturali. È inoltre indispensabile una Direzione Sanitaria con una chiara impronta organizzativa e gestionale, capace di assicurare governo clinico, coordinamento dei percorsi assistenziali e continuità operativa».
Sull’accorpamento del Microcitemico ai Presidi San Michele e Businco, Angioni sottolinea: «Può essere un’opportunità solo se accompagnata da una ridefinizione chiara e condivisa dei servizi e dei percorsi assistenziali. In assenza di una pianificazione rigorosa, il rischio è quello di generare disfunzioni, sovrapposizioni e ulteriori disagi per pazienti e operatori».
Particolarmente allarmante, secondo USB Sanità, è la situazione delle Sale Operatorie del Businco. «I lavori non risultano ancora pienamente operativi, con gravi ricadute sull’attività chirurgica e sull’organizzazione complessiva. È necessario imprimere una decisa accelerazione, indicando tempi certi e soluzioni operative immediate, per ridurre le liste d’attesa e garantire continuità assistenziale, soprattutto in un’area delicata come quella oncologica».
Angioni richiama inoltre una serie di criticità che non possono più essere rinviate: «Serve una gestione amministrativa più efficiente e coerente, con la pubblicazione delle Delibere a regime, la risoluzione delle questioni ancora aperte e la definizione trasparente della ripartizione degli incentivi per le funzioni tecniche, uno dei nodi più rilevanti ancora irrisolti. È altrettanto urgente procedere al pagamento dei festivi infrasettimanali pregressi, spettanze dovute al personale e non più procrastinabili. Il rispetto dei diritti contrattuali è una condizione imprescindibile per una gestione seria e responsabile dell’Azienda».
Sulla gestione del nuovo Direttore Generale, il referente USB Sanità aggiunge: «Ci auguriamo che Marcias possa avvalersi del supporto e della collaborazione del suo predecessore, considerato che resta aperta la questione di un eventuale reintegro, alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale. Questo scenario impone equilibrio istituzionale e senso di responsabilità, evitando contrapposizioni interne che finirebbero per rallentare l’azione amministrativa e gestionale, con ricadute negative sul servizio pubblico e sui pazienti».
Angioni conclude: «Come USB Sanità siamo pronti a un confronto serio e costruttivo, come abbiamo sempre dimostrato, ma resteremo vigili e determinati nel rivendicare soluzioni concrete se le criticità continueranno a essere ignorate. La sanità pubblica ha bisogno di scelte coraggiose, programmazione reale e rispetto per chi ogni giorno garantisce il diritto alla cura. L’ARNAS può e deve rafforzarsi, puntando su trasparenza, coordinamento e valorizzazione delle alte professionalità presenti, nell’interesse dei pazienti e dell’intero sistema sanitario regionale».













