“Manuel Piredda era un persecutore e andava aiutato”

Nel caso infinito di Bacu Abis con le accuse fra i protagonisti che si intrecciano, i sostenitori di Valentina Pitzalis rilanciano le presunte responsabilità di Manuel Piredda dopo un nuovo servizio di “Nera e dintorni”

Un giallo senza fine quello della morte di Manuel Piredda, il muratore ucciso in un rogo la notte fra il 16 e 17 aprile 2011, a  Bacu Abis, località in provincia di Carbonia,  e dove l’allora compagna Valentina Pitzalis, rimase gravemente ferita e sfigurata al volto. Un caso che si è chiuso con l’archiviazione  per la morte di Piredda che, secondo la versione della vittima sopravvissuta, l’avrebbe aggredita cospargendola di liquido infiammabile e dandole fuoco, rimanendo però ucciso dalle fiamme. Una ricostruzione contestata fortemente dalla famiglia del muratore, che recentemente ha trovato accoglimento con l’apertura di un fascicolo per tentato omicidio e incendio doloso ai danni della Pitzalis.

Il sito Nera e Dintorni che da anni segue il giallo di Bacu Abis rilancia il caso con un articolo di oggi  che punta sulla colpevolezza di Manuel. L’uomo aveva dei precedenti per atti persecutori ai danni di altre ragazze, in particolare una: per mesi nel 2003 aveva perseguitato una ragazza di 17 anni.

Per la redazione di Nera e Dintorni tutto ciò che poi è avvenuto con la tragedia di Bacu Abis, probabilmente, si sarebbe potuto evitare, se Manuel fosse stato aiutato.  “Ma allora come oggi, per la famiglia Manuel non ha fatto nulla, o se ha fatto, era poco. I colpevoli erano altri, l’amico o la vittima stessa che voleva soldi. Il risultato è che Manuel, – scrivono – nonostante la dura condanna poi sospesa per la giovane età, non è stato aiutato. Nemmeno un processo, nemmeno una mole di prove e denunce  nemmeno la sofferenza di una ragazza di 17 anni perseguitata per mesi è stata sufficiente perché la famiglia riconoscesse che non si trattava di una ragazzata, che nessuno aveva incastrato quel ragazzo. La realtà era un’altra, ma quando non la si vuole vedere, la realtà sfugge. E tutto trova una giustificazione.” (f.m)