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L’ultimo panino di Sara: “Locale chiuso a Sinnai, impossibile pagare il macinato 11 euro al chilo”

di Paolo Rapeanu
29 Settembre 2022
in hinterland, zapertura1

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L’ultimo panino di Sara: “Locale chiuso a Sinnai, impossibile pagare il macinato 11 euro al chilo”
Un’altra croce nel mondo del commercio sardo. A Sinnai, stavolta, ad essersi arresa è stata una giovane imprenditrice, Sara Maglione. Ventinove anni, ad agosto 2021 ha aperto quella che, sino a pochi giorni fa, era “l’unica paninoteca del paese e dei comuni limitrofi”. Hamburger, patatine fritte e bibite hanno attirato un po’ di clienti, ma tutti i suoi sacrifici, uniti alla voglia di lavorare, sono stati uccisi dall’aumento dei prezzi e dalla mancanza di aiuti o agevolazioni per chi fa impresa. Partendo dall’affitto: “Settecento euro al mese”, una spesa prevista ma alla quale hanno fatto seguito, poi, tante altre, impreviste: “L’anno scorso pagavo un chilo di carne macinata 6 euro al chilo, ora ne costa undici. Il pane non lo trovo a meno di nove euro al chilo, 25 chili di olio sono passati da 35 a quasi cento euro, e utilizzavo 4 friggitrici da dieci litri l’una”. Parla al passato, la giovane. Il locale è sbarrato, “sto vendendo l’attrezzatura, spero di riuscire a piazzarla”, racconta. Su Facebook è possibile trovare il suo annuncio. Resta però l’amarezza, e chissà sino a quando durerà, per un’impresa naufragata in poco più di un anno. “Non parliamo, poi, delle bollette della luce: mille euro al mese, in media, un costo diventato insostenibile insieme a tutti gli altri”.
“In Italia non ci sono agevolazioni per gli artigiani, prima di indebitarmi sino al collo ho preferito chiudere, ho solo ventinove anni. Vivo a Decimomannu, ogni giorno dovevo farmi oltre un’ora in auto tra andata e ritorno, era più la benzina che dovevo pagare dell’incasso finale della paninoteca”. E il banco, anche per lei, è saltato. “Non mi sono mai tirata indietro, mia mamma è morta quando ero più giovane e mi sono sempre rimboccata le maniche. Continuerò a farlo, ora sto aiutando il mio compagno nella sua attività”. E, a differenza di tanti coetanei che non vedono l’ora di raggranellare i soldi per acquistare il biglietto di una nave o di un aereo e cercare fortuna lontano, Sara Maglione sogna e vuole vivere la sua vita in Sardegna: “Sono nata qui, non voglio partire”.
Tags: crisipaninotecaSara Maglionesinnai
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