L’ultimo abbraccio di Quartu a don Alberto tra lacrime e applausi: “Dio ti ha voluto troppo presto”

La maxi foto, i tanti mazzi di fiori, i canti. La città saluta il suo “don Albertino”, folla dentro e fuori la chiesa di Santo Stefano per il funerale del 43enne. In prima fila mamma Lidia con Francesco e Valentina, straziati dal dolore: “Hai saputo rendere meno tristi anche i momenti più difficili”. GUARDATE il VIDEO

Quartu piange un figlio e un prete, in un primo sabato di dicembre i pensieri di migliaia di quartesi non sono per i regali da fare per Natale ma per un “regalo” che hanno perso in un modo choccante. Don Alberto Pistolesi, morto due giorni fa nel terribile schianto del Poetto, riceve l’ultimo abbraccio dei suoi amici, dei suoi parenti, dei suoi tantissimi conoscenti. Ci sono ma Lidia con Francesco e Valentina, una famiglia distrutta, in prima fila, con l’anziana madre che non distoglie mai gli occhi dalla bara e piange, inconsolabile, la scomparsa di Alberto. Ci sono il sindaco Graziano Milia, l’ex primo cittadino Stefano Delunas, il loro collega di Sinnai Tarcisio Anedda più assessori e consiglieri. Tutti sgomenti, come i ragazzi degli scout e dei gruppi giovanili parrocchiali che hanno vissuto percorsi di crescita cristiana con quel prete “eterno fanciullo, servo allegro di Dio”. Come per Sinnai, anche a Quartu il funerale è celebrato dall’arcivescovo Giuseppe Baturi. Chi non ha potuto prendere posto dentro, ha ascoltato tutta la celebrazione dalle casse piazzate nel prato interno della chiesa. Baturi rivolge messaggi cristiani di speranza indirizzati in primis ai parenti del sacerdote: “Ricordate che Gesù è resuscitato, abbiamo il cuore appesantito ma dobbiamo ricordarci dell’annuncio del Signore. Alberto camminerà ancora con noi, ha servito in tante parrocchie ed è stato insegnante di religione. Dio guidi il fratello Alberto verso il regno della vita eterna”. Molto commosso anche don Giulio Madeddu, che ha visto crescere spiritualmente Alberto: “Qui ha respirato un’aria di profonda appartenenza comunitaria, trasmessa dagli altri sacerdoti. Sono certo che questo radicamento alla sua parrocchia di origine l’ha reso capace di amare le altre comunità che il Signore gli ha affidato. Laddove è stato ha portato sempre qualcosa anche della nostra parrocchia. Alberto è riuscito a fare fare bella figura a Gesù e alla Chiesa, spendendo totalmente la sua vita per la comunità, è stato capace di fare apprezzare l’immagine di Gesù. Non conveniva al Signore lasciarcelo a lungo? Chissà cosa avrebbe potuto fare di bello se avesse vissuto 50 anni di sacerdozio, questo pensiero lo abbiamo avuto tutti. Secondo me la sua morte improvvisa produrrà grandi grazie, molte di più di quante ne avrebbe potute compiere in decenni di vita sacerdotale”.
All’uscita della bara, un lungo applauso scorta don Albertino verso il cimitero di Quartu. E in tanti, col volto rigato dalle lacrime, sospirano: “Caro Albero, Dio ti ha voluto troppo presto. Hai saputo rendere meno tristi anche i momenti più difficili”.


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