L’sos di Uwe, sardo con la sclerosi “bloccato” ad Arezzo: “Voglio tornare nella mia Muravera”

Tre anni fa l’arrivo nella città toscana per cercare di curare la grave malattia: “Il clima non fa per me e faccio poca fisioterapia. Ho necessità di una casa senza barriere architettoniche. Datemi una mano per tornare in Sardegna, restare qui è inutile”

Il “viaggio della speranza” l’ha iniziato nel 2016, Uwe Meloni. Nome tedesco ma cognome cento per cento sardo, 54 anni e una sclerosi multipla che, giorno dopo giorno, non gli lascia scampo e non gli consente di vivere una vita normale. Lì, ad Arezzo, Meloni sperava di trovare una cura adatta: “Sto facendo delle cure con cellule staminali e sto migliorando, ma col clima che c’è qui e con la poca fisioterapia garantita non stanno arrivando gli effetti sperati”. In altre parole, non c’è stato nessun miglioramento, anche perché “le sessioni di fisioterapia sono state molto limitate”. E poi “il clima è rigido, non adatto alla mia salute”. E, quando si parla di sclerosi multipla – cioè di una malattia cronica – anche qualche grado in meno rispetto alla norma può causare dei problemi. Così, da qualche mese, Uwe Meloni ha preso una decisione: “Voglio tornare in Sardegna, nella mia Muravera”. Facile a dirsi, difficile a farsi: “Qui ad Arezzo soffro la solitudine, non ho nemmeno una famiglia alla quale appoggiarmi. Non posso vivere in una casa qualunque, me ne serve assolutamente una priva di barriere architettoniche, visto che posso spostarmi solo a bordo della mia carrozzella”. E i soldi per la casa di Muravera? “Ho una pensione di invalidità di ottocento euro, troppo poco per potermi pagare un affitto e vivere. Per fortuna ho anche il reddito di cittadinanza, ma non so sino a quando durerà”.
Racconta di aver già fatto vari tentativi, Uwe, nella sua città natale: “Ho chiamato più volte il Comune di Muravera, mi è sempre stato detto di attendere. L’ultima volta mi hanno promesso che ci saremmo aggiornati a settembre, ma invece sono ancora qui, lontano da dove vorrei essere. Non ho un semplice raffreddore, anche gli assistenti sociali comunali dovranno prendersi cura di me. Avrò sicuramente bisogno di una badante”. A Muravera lo aspetta la madre: “Anche lei è malata, oltre ad essere anziana. Non potrei stare nella sua casa perché è piena di ‘ostacoli'”. 

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