“L’offerta di lavoro da portinaio a Cagliari? Volevano tutti i documenti online, non mi sono fidata”

Ha letto l’offerta e ha cercato di regalare una speranza al papà senza lavoro, ma dopo alcuni messaggi Sara Venerdiano ha cambiato idea: “Ho scritto una email per chiedere se era possibile portare casellario giudiziale e carta d’identità direttamente al colloquio, il messaggio mi è tornato indietro. Sicuramente hanno bloccato il mio account”

Ha letto quell’annuncio e ha immediatamente pensato a suo padre Marco, disoccupato a 53 anni. Sara Venerdiano, 27enne cagliaritana, è una delle centinaia di cagliaritani che sono rimasti “incuriositi” dalla possibilità di guadagnare oltre mille euro al mese per fare il portinaio. Contratto a tempo indeterminato ma la necessità, da parte di chi aveva pubblicato il testo, di avere il casellario giudiziale: “Sono rimasta interdetta. Un simile documento o, in alternativa, la carta di identità, la chiedono solo al colloquio di lavoro, non prima”. Cosi, la giovane ha deciso di chiedere spiegazioni, semplicemente rispondendo all’email: “Ho chiesto se fosse possibile portare tutte quelle carte personali direttamente di persona, per tutta risposta il messaggio mi è tornato indietro. Probabilmente hanno bloccato il mio indirizzo, a quel punto ho capito che c’era sotto qualcosa di non chiaro”. E, dopo aver detto al padre che quel lavoro era, per così dire, “sfumato”, la Venerfiano ha cercato su internet un contatto telefonico della società, imbattendosi in quella gestita da Maria Cristina Campus, totalmente estranea alla vicenda.

 

“Mi hanno detto di aver ricevuto decine di telefonate uguali alla mia e che stavano per denunciare tutto. Meglio così. Purtroppo, o mine si trova davvero di tutto e bisogna sempre prestare la massima attenzione”.


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