L’ippodromo ferma il futuro del Poetto: nessuno ha mai visto i cavalli

Guardate il VIDEO di Sergio Atzeni: l’ippodromo di ben 20 ettari è una cattedrale nel deserto, si erge come un campo di concentramento sul Poetto. Nessuno lo utilizza, ma a pagare le spese sono i cagliaritani. Perchè il Comune non interviene?

Il futuro del Poetto impedito dall’ippodromo che occupa ben 20 ettari. 

Quel lunghissimo recinto che delimita l’ippodromo  si erge come per proteggere  un campo di concentramento di fronte alla spiaggia del Poetto  il quale sviluppo è   condizionato. 

Un ippodromo dove  generazioni di cagliaritani non hanno mai  visto una corsa di cavalli se non estemporanee come per Sant’Efisio. In tanti si chiedono  a cosa serva così chiuso in se stesso che porta via tanto spazio, 20 ettari,  al  lungomare e a un intera  città  che ha solide ambizioni turistiche. Questo ippodromo gestito dalla Società Ippica (il Comune  di Cagliari è  socio di maggioranza)  pesa sulle tasche dei cagliaritani e non si vede una ragione per cui si debba tenerlo aperto. Il Poetto per il suo futuro ha bisogno di servizi e nello spazio occupato dall’Ippodromo se ne potrebbero ricavare tanti.    Sindaco è Giunta dovrebbero dire la loro sul suo futuro e avere il coraggio di cancellare qualcosa che non serve all’economia turistica  presente e futura di Cagliari.   Nello stesso tempo dovrebbero lanciare delle idee per il suo sfruttamento perché  il compito degli amministratori è guardare al futuro  e lavorare per incrementare l’economia cittadina passando sopra  delle istituzioni che andavano bene fino  alla seconda guerra mondiale.

Bisognerebbe sapere  quanti sono i cittadini cagliaritani e quanti i turisti    che usufruiscono dei servizi forniti dall’Ippodromo per trarre delle semplici conclusioni. 


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