Lavoro, ancora “morti bianche” in Sardegna: due vittime in 24 ore

Il lavoro miete altre due vittime in Sardegna, in sole 24 ore. Cgil: “Necessario firmare un patto per la salute e sicurezza. UilTrasporti: “Chiediamo un tavolo di confronto con tutte le istituzioni preposte ai controlli”

Il lavoro miete altre due vittime in Sardegna, in sole 24 ore. L’ultimo questo pomeriggio, Gianuario Derudas schiacciato dal muletto che guidava all’interno dell’ecocentro di Sassari. Ieri, la morte dell’operaio 60enne, Antonello Porcu, caduto dal pianale di un camion che stava caricando, da un’altezza di neanche un metro e mezzo,  nell’azienda dove lavorava nella zona industriale di Monastir, sotto gli occhi dei colleghi. In entrambi i casi saranno le indagini a chiarire se si è trattato di una tragica fatalità, o meno.

“Due morti sul lavoro, due incidenti sui quali sarà fatta chiarezza dalle indagini ma si può certo dire che quando si perde la vita sul lavoro c’è per forza qualcosa che non ha funzionato nella catena di norme e prescrizioni che devono essere rispettate, perché nessuno può morire per fatalità mentre lavora”: così il segretario regionale Cgil
Samuele Piddiu. Che sottolinea inoltre “la necessità di stilare un vero e proprio Patto per la salute e sicurezza con governo e imprese, come chiesto poco tempo fa insieme a Cisl e Uil con l’iniziativa nazionale “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”.

Uiltrasporti Sardegna chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto per la sicurezza sul lavoro con tutte le istituzioni preposte ai controlli e alla salvaguardia del personale. “Speriamo che si faccia chiarezza subito sull’evento e siamo vicini ai familiari della vittima “- dice il segretario generale della Ultrasporti Sardegna William Zonca – Ma chiediamo alle istituzioni un tavolo di emergenza su questa tragedia che ormai sta diventando quotidiana”.


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