Il responsabile regionale di USB Sanità, Gianfranco Angioni, denuncia con fermezza l’imminente collasso del sistema di emergenza-urgenza a Cagliari causato dall’avvio dei lavori al pronto soccorso del Policlinico Universitario Duilio Casula, previsti dal 20 aprile ai primi di agosto 2026.
“Questa è una crisi annunciata, frutto di anni di mancata programmazione e di precise responsabilità che oggi vengono scaricate interamente sui lavoratori e sulla rete dell’emergenza”, afferma Angioni.
I lavori, inevitabilmente, ridurranno la capacità operativa del pronto soccorso del Policlinico, con gravi ripercussioni immediate sull’intera rete cittadina, già gravemente sotto pressione. I presidi più esposti saranno l’Ospedale Brotzu e l’Ospedale Santissima Trinità, entrambi in condizioni strutturali di saturazione e sovraccarico continuo.
“Si continua a procedere senza alcuna rete di protezione reale – tuona il sindacalista – mettendo in ginocchio i pronto soccorso già saturi. Se non si interviene subito, il rischio non sarà solo il disagio per i cittadini, ma il blocco progressivo di tutta la rete assistenziale”.
USB Sanità denuncia inoltre la comunicazione di facciata dell’AOU che relegano l’impatto dei lavori a semplici “disagi” e rallentamenti per i pazienti non urgenti, una minimizzazione inaccettabile che non rende conto della drammatica situazione in cui verserà l’emergenza a Cagliari.
“Definire ‘disagi’ ciò che si sta preparando significa imbrigliare nella sterile retorica burocratica una criticità strutturale che coinvolgerà l’intero sistema di emergenza-urgenza”, conclude Angioni.
Il sindacato esige interventi immediati e concreti: potenziamento urgente del personale nei presidi, gestione coordinata e condivisa dei flussi tra pronto soccorso e ospedali, e un rafforzamento deciso dei percorsi territoriali per contenere gli accessi impropri.
“Il sistema dell’emergenza-urgenza nella nostra città non reggerà se non si agisce adesso. Senza soluzioni tempestive sarà un disastro annunciato e ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”, avverte Gianfranco Angioni di USB Sanità












