Lavor@bile, l’odissea dei lavoratori disabili: “Dove sono i soldi?”

Disoccupati nonostante esistano le risorse: lavoratori disabili oggi in piazza davanti alla Provincia


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Disoccupati nonostante esistano le risorse, 140 mila euro, il lavoro, e anche l’autorizzazione della Regione. Oggi ennesimo sit-in dei  lavoratori disabili del progetto Lavor@bile contro la decisione della Provincia di Cagliari di non riassumerli e non rispettare il documento voluto dalla Commissione regionale del fondo per l’occupazione. Un’odissea per una quarantina di lavoratori sardi, diciotto solo di Cagliari, impiegati nella rete informatica che collega i diversi Centri per l’impiego provinciali, e che dal 2008 si ritrovano senza un lavoro. Questa mattina si sono dati appuntamento sotto gli uffici della Provincia, in via Giudice Guglielmo, e chiedono di poter parlare con il commissario straordinario, Pietro Cadau.

“Oggi vogliamo delle risposte – spiega Ermelinda Delogu, portavoce degli ex lavoratori del progetto Lavor@bile – La Provincia di Cagliari dichiara di avere in cassa circa 140 mila euro residui del progetto Lavor@bile, ma nonostante tutto vengono lasciati a casa lavoratori regolarmente assunti dopo selezione pubblica, che appartengono a una categoria svantaggiata e volutamente ignorati. Oltretutto la Provincia chiede di utilizzare i fondi per affidare il lavoro dell’aggiornamento del Sil Sardegna a una cooperativa esterna rifiutandosi di riassumere su ordine dell’assessorato chi ne ha veramente diritto”.

Sulla vertenza sono state presentate alcune mozioni in Consiglio regionale da parte di diversi esponenti politici come Claudia Zuncheddu, Sardigna Libera, e Alessandro Sorgia, riconoscendo il loro diritto al lavoro finora negato. “La Regione ci riconosce finalmente la professionalità acquisita nei Csl – aggiunge la portavoce dei lavoratori, Delogu – E l’assessore Mariano Contu, nostro primo interlocutore ci ha detto che la Regione in tre anni ha stanziato circa 2 milioni di euro per progetti lavorativi a favore dei disabili, ma niente é stato fatto. Insomma la Regione ha fatto la sua parte, ora spetta alle Province spiegarci perché questi fondi non vengono utilizzati. In questi anni, oltre noi di Lavor@bile, anche altri disabili avrebbero avuto l’occasione di uscire dall’assistenzialismo forzato da una condizione fisica non voluta per un lavoro dignitoso, ma che per il menefreghismo dei politici provinciali sono rimasti a casa”.


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